
In un significativo e improvviso cambio di rotta, il Ministero Sociale austriaco ha ordinato al Servizio Pubblico per l’Impiego (AMS) di sospendere l’introduzione di nuove restrizioni che avrebbero impedito a molti richiedenti asilo riconosciuti di rinnovare o ottenere permessi di lavoro. Le limitazioni erano state introdotte all’inizio dell’anno come parte dei preparativi dell’Austria per l’attuazione del Patto UE su Migrazione e Asilo, che restringe l’accesso al mercato del lavoro per chi ha uno status di protezione non ancora definitivo. Secondo dati interni dell’AMS, visionati dal quotidiano nazionale *Der Standard*, circa 1.400 richiedenti asilo detengono attualmente permessi di lavoro validi; oltre 200 di questi erano prossimi alla scadenza e non avrebbero potuto rinnovarli con le nuove regole più severe. I datori di lavoro — che spaziano dai servizi di catering industriale agli outsourcer IT — avevano avvertito che la perdita improvvisa di personale esperto avrebbe compromesso i programmi di produzione e aumentato i costi di reclutamento in un mercato del lavoro già molto teso. La Federazione delle Industrie Austriache ha definito la politica “controproducente”, sottolineando che i richiedenti asilo che lavorano legalmente pagano tasse sul reddito e contributi sociali, oltre a migliorare le competenze linguistiche in tedesco. Il Ministero Sociale ha confermato il 6 ottobre che l’AMS “sospenderà l’attuazione finché non saranno chiarite le questioni legali e pratiche”, concedendo di fatto una tregua per i lavoratori attuali e per le aziende che dipendono da loro. Pur senza una tempistica definita, i funzionari hanno spiegato che Vienna utilizzerà questo tempo per coordinarsi con Bruxelles su come recepire le disposizioni del patto UE senza compromettere le esigenze del mercato del lavoro austriaco. Gli esperti di politica migratoria sottolineano che questa retromarcia evidenzia l’equilibrio delicato tra deterrenza e integrazione. “L’Austria vuole mantenere una linea dura contro gli arrivi irregolari, ma non può permettersi di escludere migliaia di persone già inserite nel mondo del lavoro, soprattutto quando ogni settore — dal turismo alla tecnologia — soffre di carenza di competenze,” osserva Judith Kohlenberger, ricercatrice all’Università di Economia e Commercio di Vienna. Aggiunge che è urgente fare chiarezza per i nuovi richiedenti, il cui status resta incerto. Per i team di mobilità globale e risorse umane il messaggio è chiaro: per ora le regole sull’impiego dei richiedenti asilo in Austria restano invariate. Le aziende devono mantenere una documentazione accurata dei permessi attuali, monitorare le prossime indicazioni dell’AMS e prepararsi a un nuovo quadro normativo una volta che il governo avrà completato l’allineamento con il pacchetto UE su migrazione e asilo.
Fonte: The Local Austria
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