
Il Ministero dell'Interno del Regno Unito ha iniziato a convertire i suoi 270 e-Gate aeroportuali a un nuovo modello "contactless" che non richiede più ai viaggiatori di inserire il passaporto nel lettore. Al suo posto, una scansione facciale in tempo reale viene confrontata con il record di viaggio digitale del passeggero, il chip del passaporto e i dati sull’immigrazione. Il programma è stato avviato il 6 ottobre all’aeroporto di East Midlands per i cittadini britannici e sarà esteso a Heathrow, Gatwick, Manchester e altri principali scali nei prossimi mesi. Border Force prevede che tutti gli e-Gate del Regno Unito saranno aggiornati entro l’inizio del 2027.
Il processo contactless è progettato per ridurre di 6-8 secondi ogni transazione, un risparmio di tempo che, secondo il Ministero, potrebbe tagliare le code nei momenti di punta fino a un terzo. I test condotti con compagnie aeree e aeroporti hanno mostrato che i tempi medi di passaggio per i viaggiatori business abituali sono scesi sotto i 10 secondi una volta che i passeggeri si sono abituati alla tecnologia. I viaggiatori che richiedono controlli aggiuntivi (ad esempio perché la loro Autorizzazione Elettronica di Viaggio è scaduta) saranno comunque indirizzati a un agente e dovrebbero quindi continuare a portare con sé il passaporto.
Questa novità rappresenta l’ultimo passo nel più ampio percorso di digitalizzazione delle frontiere del Regno Unito. Segue l’entrata in vigore a febbraio del sistema di Autorizzazione Elettronica di Viaggio (ETA) per i cittadini non soggetti a visto e la progressiva sostituzione dei visti fisici con eVisa. Queste misure permettono a Border Force di avere una visibilità anticipata sui viaggiatori, consentendo alle compagnie aeree di effettuare controlli prima della partenza.
Per le aziende, il vantaggio principale è la prevedibilità. Molti mobility manager hanno faticato a pianificare i trasferimenti internazionali attraverso Heathrow nei momenti di punta; un processo più rapido e senza carta facilita le connessioni con treni e voli nazionali e riduce il rischio di perdere appuntamenti con i clienti. Tuttavia, i travel manager dovrebbero aggiornare le note pre-viaggio per ricordare al personale che è necessario avere un ETA o un eVisa valido: le compagnie aeree non annulleranno i rifiuti all’imbarco causati da permessi mancanti.
Le aziende che utilizzano i flussi di Advance Passenger Information possono aspettarsi che nel 2027 i dati delle compagnie includano un indicatore di “permesso di viaggio” collegato allo stato ETA del passeggero. Anche gli aeroporti stanno adeguando le loro infrastrutture: Heathrow ha destinato tre sale immigrazione per la prima tranche di e-Gate contactless e sta sperimentando l’allocazione dinamica delle corsie per convogliare rapidamente i passeggeri provenienti da voli con un’alta percentuale di viaggiatori idonei. L’aeroporto di Birmingham, che ha co-sviluppato la tecnologia con Border Force, ha previsto un budget per schermi biometrici aggiuntivi e segnaletica per rassicurare i passeggeri sulla protezione dei dati.
In pratica, il Regno Unito si allinea ora a paesi come Australia, Singapore e Emirati Arabi Uniti, che già operano controlli automatizzati alle frontiere "senza passaporto" per viaggiatori registrati. Con l’aumento dei paesi che adottano permessi digitali e verifiche biometriche, i team di mobilità globale dovrebbero aspettarsi aggiornamenti simili e le relative obbligazioni di condivisione dati come standard nei principali hub internazionali.
Il processo contactless è progettato per ridurre di 6-8 secondi ogni transazione, un risparmio di tempo che, secondo il Ministero, potrebbe tagliare le code nei momenti di punta fino a un terzo. I test condotti con compagnie aeree e aeroporti hanno mostrato che i tempi medi di passaggio per i viaggiatori business abituali sono scesi sotto i 10 secondi una volta che i passeggeri si sono abituati alla tecnologia. I viaggiatori che richiedono controlli aggiuntivi (ad esempio perché la loro Autorizzazione Elettronica di Viaggio è scaduta) saranno comunque indirizzati a un agente e dovrebbero quindi continuare a portare con sé il passaporto.
Questa novità rappresenta l’ultimo passo nel più ampio percorso di digitalizzazione delle frontiere del Regno Unito. Segue l’entrata in vigore a febbraio del sistema di Autorizzazione Elettronica di Viaggio (ETA) per i cittadini non soggetti a visto e la progressiva sostituzione dei visti fisici con eVisa. Queste misure permettono a Border Force di avere una visibilità anticipata sui viaggiatori, consentendo alle compagnie aeree di effettuare controlli prima della partenza.
Per le aziende, il vantaggio principale è la prevedibilità. Molti mobility manager hanno faticato a pianificare i trasferimenti internazionali attraverso Heathrow nei momenti di punta; un processo più rapido e senza carta facilita le connessioni con treni e voli nazionali e riduce il rischio di perdere appuntamenti con i clienti. Tuttavia, i travel manager dovrebbero aggiornare le note pre-viaggio per ricordare al personale che è necessario avere un ETA o un eVisa valido: le compagnie aeree non annulleranno i rifiuti all’imbarco causati da permessi mancanti.
Le aziende che utilizzano i flussi di Advance Passenger Information possono aspettarsi che nel 2027 i dati delle compagnie includano un indicatore di “permesso di viaggio” collegato allo stato ETA del passeggero. Anche gli aeroporti stanno adeguando le loro infrastrutture: Heathrow ha destinato tre sale immigrazione per la prima tranche di e-Gate contactless e sta sperimentando l’allocazione dinamica delle corsie per convogliare rapidamente i passeggeri provenienti da voli con un’alta percentuale di viaggiatori idonei. L’aeroporto di Birmingham, che ha co-sviluppato la tecnologia con Border Force, ha previsto un budget per schermi biometrici aggiuntivi e segnaletica per rassicurare i passeggeri sulla protezione dei dati.
In pratica, il Regno Unito si allinea ora a paesi come Australia, Singapore e Emirati Arabi Uniti, che già operano controlli automatizzati alle frontiere "senza passaporto" per viaggiatori registrati. Con l’aumento dei paesi che adottano permessi digitali e verifiche biometriche, i team di mobilità globale dovrebbero aspettarsi aggiornamenti simili e le relative obbligazioni di condivisione dati come standard nei principali hub internazionali.
Fonte: LexisNexis Legal News
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