
Il Gruppo di Lavoro sui Visti del Consiglio dell’Unione Europea si è riunito il 14 ottobre per valutare un’idea che potrebbe rivoluzionare gli spostamenti dei cittadini russi all’interno di Schengen: l’emissione di visti a “validità territoriale limitata” (LTV), che vincolerebbero i titolari al solo paese che rilascia il documento. La Finlandia, insieme ad altri Stati membri dell’Europa orientale, sostiene dal 2022 che il turismo proveniente dalla Russia rappresenta un rischio per la sicurezza e chiede una restrizione uniforme a livello di blocco. Un documento della presidenza trapelato, visionato da RFE/RL e discusso durante l’incontro, definisce l’approccio LTV un passo intermedio verso ciò che alcuni Stati membri — tra cui la Finlandia — desiderano in ultima analisi: un divieto totale ai viaggi non essenziali dei russi fino alla fine della guerra in Ucraina. Tuttavia, il documento ammette che un visto LTV contrasta con il principio fondamentale di Schengen della libera circolazione interna e potrebbe avere un “effetto limitato” senza il ripristino dei controlli alle frontiere interne. La ministra degli Esteri finlandese Elina Valtonen ha ribadito la posizione di Helsinki in una lettera del 12 ottobre ai colleghi europei, sollecitando uno stop a livello UE ai visti turistici per i russi e controlli più rigorosi su ex combattenti e atleti. La Finlandia ha già vietato quasi tutti i viaggi di piacere russi alla fine del 2022 e considera una misura europea cruciale per evitare il “turismo dei visti” in Stati membri più permissivi. Per le imprese finlandesi l’impatto immediato è minimo — la Russia resta esclusa dalla mappa dei viaggi d’affari — ma il dibattito politico è rilevante per i team di compliance che gestiscono dipendenti con doppia cittadinanza e per i fornitori logistici che continuano a movimentare merci attraverso la frontiera orientale chiusa. Una posizione armonizzata a livello UE eliminerebbe inoltre l’incertezza per le missioni finlandesi all’estero, che oggi rilasciano solo pochi visti russi per motivi umanitari. Il gruppo di lavoro tornerà a discutere la questione il 10 novembre, prima che i ministri decidano se incaricare la Commissione di redigere modifiche al Codice dei Visti. I responsabili della mobilità devono prepararsi a requisiti documentali più stringenti — come la prova dello status di servizio militare — per le eventuali categorie residue di visti essenziali per i russi.
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