
UK Visas & Immigration ha pubblicato la versione 33 delle sue linee guida per gli operatori, un documento di 440 pagine dedicato all’EU Settlement Scheme (EUSS), il quadro normativo che regola i diritti post-Brexit dei cittadini UE, SEE e svizzeri nel Regno Unito. L’aggiornamento, pubblicato il 15 ottobre, integra l’ultima Dichiarazione di Modifiche alle Regole sull’Immigrazione (HC 584) entrata in vigore l’8 ottobre e chiarisce l’interazione tra lo status digitale di immigrazione, gli eVisa e la nuova Autorizzazione Elettronica di Viaggio del Regno Unito (ETA) con lo status EUSS.
La novità più rilevante per i team di mobilità è che il Home Office conferma che i titolari di Certificato di Domanda (CoA) non appartenenti a paesi che richiedono visto — ovvero coloro che hanno fatto domanda all’EUSS ma sono ancora in attesa di una decisione — generalmente *non* possono ottenere un’ETA per viaggiare nel Regno Unito. Le compagnie di trasporto devono quindi continuare ad accettare i CoA come prova di autorizzazione all’imbarco, e i viaggiatori interessati dovranno presentare il loro CoA digitale o cartaceo ai varchi elettronici o agli agenti della Border Force all’arrivo.
Le linee guida rafforzano inoltre le istruzioni sulle prove richieste per i “familiari che si uniscono” e sottolineano che l’intervento discrezionale degli operatori per colmare eventuali lacune documentali rimarrà un principio fondamentale, ma entro limiti temporali più rigidi. Le aziende che trasferiscono personale UE nel Regno Unito dovrebbero rivedere le nuove sezioni relative alle interruzioni della residenza continuativa e al trattamento delle assenze prolungate durante missioni all’estero, poiché ora possono portare a una riduzione più rapida dello status.
Per i professionisti della mobilità globale, il messaggio è chiaro: nonostante il Regno Unito stia avanzando verso confini completamente digitali, i beneficiari dell’EUSS restano per ora esclusi dall’ecosistema ETA. Le piattaforme di prenotazione viaggi e i portali HR dovranno quindi ricordare ai viaggiatori EUSS di portare con sé le prove digitali e potrebbero dover disattivare i promemoria automatici per l’ETA per evitare confusione.
La novità più rilevante per i team di mobilità è che il Home Office conferma che i titolari di Certificato di Domanda (CoA) non appartenenti a paesi che richiedono visto — ovvero coloro che hanno fatto domanda all’EUSS ma sono ancora in attesa di una decisione — generalmente *non* possono ottenere un’ETA per viaggiare nel Regno Unito. Le compagnie di trasporto devono quindi continuare ad accettare i CoA come prova di autorizzazione all’imbarco, e i viaggiatori interessati dovranno presentare il loro CoA digitale o cartaceo ai varchi elettronici o agli agenti della Border Force all’arrivo.
Le linee guida rafforzano inoltre le istruzioni sulle prove richieste per i “familiari che si uniscono” e sottolineano che l’intervento discrezionale degli operatori per colmare eventuali lacune documentali rimarrà un principio fondamentale, ma entro limiti temporali più rigidi. Le aziende che trasferiscono personale UE nel Regno Unito dovrebbero rivedere le nuove sezioni relative alle interruzioni della residenza continuativa e al trattamento delle assenze prolungate durante missioni all’estero, poiché ora possono portare a una riduzione più rapida dello status.
Per i professionisti della mobilità globale, il messaggio è chiaro: nonostante il Regno Unito stia avanzando verso confini completamente digitali, i beneficiari dell’EUSS restano per ora esclusi dall’ecosistema ETA. Le piattaforme di prenotazione viaggi e i portali HR dovranno quindi ricordare ai viaggiatori EUSS di portare con sé le prove digitali e potrebbero dover disattivare i promemoria automatici per l’ETA per evitare confusione.