
Un collegio diviso della Corte d'Appello degli Stati Uniti per il Primo Circuito ha confermato lunedì la decisione di un tribunale inferiore che aveva annullato il patteggiamento per cospirazione di droga di una donna venezuelana, ritenendo che il suo avvocato avesse fornito garanzie "gravemente inesatte" sul fatto che avrebbe potuto "risolvere" la sua situazione migratoria dopo la condanna. La sentenza rafforza il principio stabilito dalla Corte Suprema nel 2010 con il caso Padilla, secondo cui la difesa penale deve fornire consigli precisi sulle conseguenze migratorie. Per i professionisti della mobilità globale, la decisione rappresenta un monito: anche accuse penali minori contro dipendenti stranieri possono portare a espulsioni se non gestite con competenza. I team aziendali dedicati all’immigrazione devono assicurarsi che qualsiasi avvocato penale incaricato per i dipendenti consulti specialisti in immigrazione prima di negoziare patteggiamenti. La mancata collaborazione può compromettere incarichi a lungo termine e causare improvvise vacanze di progetto. Il caso dimostra inoltre come le corti d’appello continuino a vigilare sulla qualità della difesa in patteggiamenti con implicazioni migratorie. Le multinazionali farebbero bene a mantenere una lista ristretta di esperti in diritto penale e immigrazione nelle aree con alta concentrazione di talenti stranieri. Sebbene la condanna della donna sia stata annullata, restano possibili procedimenti di espulsione; le aziende devono monitorare gli sviluppi che chiariranno come le decisioni migratorie post-annullamento tratteranno casi simili.
Fonte: Law360
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