
Il 26 novembre 2025 il Consiglio federale svizzero ha confermato che la quota principale per i professionisti qualificati provenienti da paesi extra UE/AELE resterà invariata nel 2026. I datori di lavoro avranno nuovamente a disposizione 8.500 autorizzazioni—4.500 permessi di soggiorno B e 4.000 permessi di breve durata L—secondo l’Ordinanza sull’ammissione, il soggiorno e l’attività lucrativa (OASA). Le quote per le missioni di lunga durata dei prestatori di servizi UE/AELE rimangono fissate a 3.500 (3.000 L e 500 B), mentre la deroga post-Brexit per i cittadini britannici continua con 3.500 permessi (2.100 B, 1.400 L).
La decisione segue consultazioni con i cantoni e le federazioni imprenditoriali, che hanno sottolineato come la migrazione netta abbia già raggiunto un massimo in 17 anni nel 2025 e che la capacità abitativa e dei trasporti pubblici sia sotto pressione. Tuttavia, i dati mostrano che lo scorso anno le quote sono state utilizzate solo al 74%, suggerendo margini di crescita in caso di aumento della domanda.
Per i team di mobilità, lo status quo garantisce certezza nella pianificazione: i sistemi e le previsioni di budget del 2025 si estendono al nuovo anno. Tuttavia, la competizione per i permessi nei cantoni ad alta domanda come Zug e Basilea è destinata a intensificarsi se i settori biotech e delle materie prime procederanno con i progetti di espansione annunciati. Presentazioni anticipate nel primo trimestre e una documentazione precisa del test del mercato del lavoro resteranno le migliori pratiche.
Il governo ha inoltre lasciato intendere che le quote potrebbero essere riviste a metà anno qualora il Parlamento approvasse il nuovo modello di tetto annuale proposto (vedi articolo separato). Gli uffici legali aziendali dovrebbero quindi monitorare sia gli sviluppi legislativi sia l’utilizzo delle quote per evitare sorprese a stagione in corso.
La decisione segue consultazioni con i cantoni e le federazioni imprenditoriali, che hanno sottolineato come la migrazione netta abbia già raggiunto un massimo in 17 anni nel 2025 e che la capacità abitativa e dei trasporti pubblici sia sotto pressione. Tuttavia, i dati mostrano che lo scorso anno le quote sono state utilizzate solo al 74%, suggerendo margini di crescita in caso di aumento della domanda.
Per i team di mobilità, lo status quo garantisce certezza nella pianificazione: i sistemi e le previsioni di budget del 2025 si estendono al nuovo anno. Tuttavia, la competizione per i permessi nei cantoni ad alta domanda come Zug e Basilea è destinata a intensificarsi se i settori biotech e delle materie prime procederanno con i progetti di espansione annunciati. Presentazioni anticipate nel primo trimestre e una documentazione precisa del test del mercato del lavoro resteranno le migliori pratiche.
Il governo ha inoltre lasciato intendere che le quote potrebbero essere riviste a metà anno qualora il Parlamento approvasse il nuovo modello di tetto annuale proposto (vedi articolo separato). Gli uffici legali aziendali dovrebbero quindi monitorare sia gli sviluppi legislativi sia l’utilizzo delle quote per evitare sorprese a stagione in corso.
Fonte: The Local Switzerland
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