
Aena, l’operatore aeroportuale spagnolo, ha comunicato che gli otto aeroporti delle Canarie gestiranno 1.317 movimenti lunedì 8 dicembre, con un calo dell’11,8% rispetto allo stesso giorno del 2024. I dati, diffusi a metà mattina, confermano che le compagnie aeree hanno ridotto la capacità per l’“operación retorno” post-festività, nonostante i buoni tassi di riempimento registrati nei voli di andata all’inizio della settimana.
Gran Canaria resta il principale scalo dell’arcipelago con 404 decolli e atterraggi programmati, seguita da Tenerife Nord (246) e Tenerife Sud (218). Le isole minori, come La Gomera, mantengono numeri a una cifra ma stabili rispetto all’anno precedente, suggerendo che i tagli riguardano soprattutto le rotte turistiche principali e non i collegamenti essenziali tra le isole.
Per le aziende che ruotano personale di progetto o tecnici offshore attraverso le Canarie, la riduzione significa meno opzioni per viaggi nello stesso giorno e possibili tempi di attesa più lunghi su rotte che passano per Madrid o Barcellona con itinerari a “snodo”. I team di mobilità sono invitati a rivedere le restrizioni di soggiorno minimo negli strumenti di prenotazione aziendale e a bloccare subito i viaggi per il primo trimestre 2026, mentre le compagnie ricalibrano gli orari invernali in risposta all’aumento dei costi del carburante e alla persistente disputa sui servizi a terra con Ryanair.
Le autorità turistiche minimizzano i dati, sostenendo che il 2024 ha fissato un benchmark artificiosamente alto a causa della domanda repressa esplosa dopo la completa rimozione delle restrizioni pandemiche. Tuttavia, le associazioni alberghiere temono che una disciplina prolungata sulla capacità possa limitare il business last minute di meeting ed eventi, una fonte di ricavi sempre più importante per le isole fuori stagione.
I dati alimentano anche un dibattito più ampio sull’aviazione sostenibile nelle regioni più periferiche della Spagna. Il Ministero dei Trasporti dovrebbe pubblicare all’inizio del prossimo anno una bozza di strategia che bilancerà i budget di carbonio con la forte dipendenza delle Canarie dalla connettività aerea, fondamentale sia per il turismo sia per la mobilità dei residenti.
Gran Canaria resta il principale scalo dell’arcipelago con 404 decolli e atterraggi programmati, seguita da Tenerife Nord (246) e Tenerife Sud (218). Le isole minori, come La Gomera, mantengono numeri a una cifra ma stabili rispetto all’anno precedente, suggerendo che i tagli riguardano soprattutto le rotte turistiche principali e non i collegamenti essenziali tra le isole.
Per le aziende che ruotano personale di progetto o tecnici offshore attraverso le Canarie, la riduzione significa meno opzioni per viaggi nello stesso giorno e possibili tempi di attesa più lunghi su rotte che passano per Madrid o Barcellona con itinerari a “snodo”. I team di mobilità sono invitati a rivedere le restrizioni di soggiorno minimo negli strumenti di prenotazione aziendale e a bloccare subito i viaggi per il primo trimestre 2026, mentre le compagnie ricalibrano gli orari invernali in risposta all’aumento dei costi del carburante e alla persistente disputa sui servizi a terra con Ryanair.
Le autorità turistiche minimizzano i dati, sostenendo che il 2024 ha fissato un benchmark artificiosamente alto a causa della domanda repressa esplosa dopo la completa rimozione delle restrizioni pandemiche. Tuttavia, le associazioni alberghiere temono che una disciplina prolungata sulla capacità possa limitare il business last minute di meeting ed eventi, una fonte di ricavi sempre più importante per le isole fuori stagione.
I dati alimentano anche un dibattito più ampio sull’aviazione sostenibile nelle regioni più periferiche della Spagna. Il Ministero dei Trasporti dovrebbe pubblicare all’inizio del prossimo anno una bozza di strategia che bilancerà i budget di carbonio con la forte dipendenza delle Canarie dalla connettività aerea, fondamentale sia per il turismo sia per la mobilità dei residenti.
Fonte: Europa Press
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