
La Polonia ha completato l’ultimo tassello legislativo per la riforma dell’immigrazione prevista per il 2025. Un regolamento secondario pubblicato il 16 dicembre stabilisce che, a partire dal 1° gennaio 2026, ogni richiesta di permesso di soggiorno temporaneo – dalla Carta Blu UE ai trasferimenti intra-aziendali e ai ricongiungimenti familiari – dovrà essere presentata esclusivamente tramite il portale elettronico Moduł Obsługi Spraw (MOS). Le pratiche cartacee consegnate agli uffici voivodali saranno respinte senza eccezioni, e i richiedenti dovranno allegare scansioni complete del passaporto e firmare con firma elettronica qualificata.
Per i responsabili della mobilità aziendale, la vera sorpresa riguarda i costi. Le tariffe governative quadruplicano: la tassa standard per il permesso di soggiorno passa da 100 a 400 PLN, quella per i permessi di lavoratori distaccati sale a 800 PLN, mentre le tariffe consolari aumentano a 200 € per i visti nazionali (tipo D) e 90 € per i visti Schengen (tipo C). Il Ministero dell’Interno sostiene che la digitalizzazione ridurrà i tempi medi di elaborazione del 30% e limiterà le frodi, ma i team HR temono che la piattaforma MOS – già soggetta a interruzioni – possa semplicemente spostare le code online.
Il breve periodo di due settimane prima del 1° gennaio lascia poco margine di manovra. Le aziende devono ottenere accessi Trusted-Profile o certificati eID UE per i dipendenti distaccati, acquisire firme elettroniche qualificate e formare il personale sull’uso di MOS. I responsabili dei budget devono ricalcolare i costi dei pacchetti di trasferimento per il 2026: una famiglia di quattro persone in trasferimento intra-aziendale pagherà ora 3.200 PLN di tasse governative contro gli 800 PLN attuali.
I consulenti raccomandano di presentare eventuali domande cartacee residue entro il 31 dicembre, di salvare ogni passaggio sul portale con screenshot e di prevedere tempi di riserva nei programmi di mobilità del primo trimestre. Suggeriscono inoltre ai datori di lavoro che impiegano studenti di rispettare il nuovo limite di 20 ore settimanali di lavoro, a meno che non venga ottenuto un permesso di lavoro separato. Guardando al futuro, le autorità annunciano che MOS sarà integrato con le banche dati fiscali e previdenziali, permettendo controlli incrociati in tempo reale su buste paga e status di residenza. Se avrà successo, il sistema potrebbe diventare un modello per altri Paesi UE che intendono modernizzare i regimi di permessi analogici.
Per le imprese internazionali il messaggio è chiaro: la Polonia resta aperta ai talenti stranieri, ma da Capodanno solo a condizioni digitali – e più costose.
Per i responsabili della mobilità aziendale, la vera sorpresa riguarda i costi. Le tariffe governative quadruplicano: la tassa standard per il permesso di soggiorno passa da 100 a 400 PLN, quella per i permessi di lavoratori distaccati sale a 800 PLN, mentre le tariffe consolari aumentano a 200 € per i visti nazionali (tipo D) e 90 € per i visti Schengen (tipo C). Il Ministero dell’Interno sostiene che la digitalizzazione ridurrà i tempi medi di elaborazione del 30% e limiterà le frodi, ma i team HR temono che la piattaforma MOS – già soggetta a interruzioni – possa semplicemente spostare le code online.
Il breve periodo di due settimane prima del 1° gennaio lascia poco margine di manovra. Le aziende devono ottenere accessi Trusted-Profile o certificati eID UE per i dipendenti distaccati, acquisire firme elettroniche qualificate e formare il personale sull’uso di MOS. I responsabili dei budget devono ricalcolare i costi dei pacchetti di trasferimento per il 2026: una famiglia di quattro persone in trasferimento intra-aziendale pagherà ora 3.200 PLN di tasse governative contro gli 800 PLN attuali.
I consulenti raccomandano di presentare eventuali domande cartacee residue entro il 31 dicembre, di salvare ogni passaggio sul portale con screenshot e di prevedere tempi di riserva nei programmi di mobilità del primo trimestre. Suggeriscono inoltre ai datori di lavoro che impiegano studenti di rispettare il nuovo limite di 20 ore settimanali di lavoro, a meno che non venga ottenuto un permesso di lavoro separato. Guardando al futuro, le autorità annunciano che MOS sarà integrato con le banche dati fiscali e previdenziali, permettendo controlli incrociati in tempo reale su buste paga e status di residenza. Se avrà successo, il sistema potrebbe diventare un modello per altri Paesi UE che intendono modernizzare i regimi di permessi analogici.
Per le imprese internazionali il messaggio è chiaro: la Polonia resta aperta ai talenti stranieri, ma da Capodanno solo a condizioni digitali – e più costose.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News
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