
Il 12 dicembre il governo polacco ha pubblicato i tanto attesi regolamenti secondari che completano la riforma dell’immigrazione prevista per il 2025. La novità principale è l’obbligo “solo digitale”: da gennaio 2026 tutte le domande per permessi di soggiorno temporanei dovranno essere presentate esclusivamente tramite il portale elettronico MOS, utilizzando firme elettroniche qualificate. Non saranno più accettate domande cartacee presso gli uffici voivodali.
Contemporaneamente, le tariffe per le domande aumentano sensibilmente. I lavoratori assunti localmente pagheranno 400 PLN (invece di 100 PLN), mentre i lavoratori distaccati 800 PLN. Le tariffe consolari saliranno dal 1° gennaio 2026 a 200 € per i visti nazionali (tipo D) e 90 € per i visti Schengen (tipo C). I datori di lavoro dovranno inoltre allegare scansioni complete del passaporto e nuove attestazioni di conformità; le autorità avranno ora il potere esplicito di richiedere documentazione integrativa in qualsiasi fase della procedura.
Il decreto restringe ulteriormente le esenzioni dal permesso di lavoro. I cittadini georgiani perderanno lo status di “permesso speciale” e gli studenti universitari stranieri potranno lavorare al massimo 20 ore settimanali, salvo possesso di permessi specifici. Le autorità affermano che la digitalizzazione ridurrà del 30% i tempi di elaborazione, ma ammettono che problemi tecnici potrebbero causare ritardi nelle decisioni fino al 2027.
Per i team di mobilità aziendale le conseguenze sono immediate. I portali HR e i flussi di lavoro dei fornitori devono essere aggiornati per raccogliere dati aggiuntivi e gestire firme elettroniche tramite servizi di profilo affidabile. I responsabili di budget devono considerare le nuove tariffe governative nelle previsioni di spesa per il 2026, mentre i recruiter dovrebbero adeguare le offerte salariali per compensare i tempi più lunghi.
Fragomen consiglia di presentare eventuali pratiche cartacee pendenti entro il 31 dicembre 2025 e di organizzare corsi di formazione per gli specialisti HR non familiari con i sistemi ePUAP o profilo affidabile della Polonia.
Contemporaneamente, le tariffe per le domande aumentano sensibilmente. I lavoratori assunti localmente pagheranno 400 PLN (invece di 100 PLN), mentre i lavoratori distaccati 800 PLN. Le tariffe consolari saliranno dal 1° gennaio 2026 a 200 € per i visti nazionali (tipo D) e 90 € per i visti Schengen (tipo C). I datori di lavoro dovranno inoltre allegare scansioni complete del passaporto e nuove attestazioni di conformità; le autorità avranno ora il potere esplicito di richiedere documentazione integrativa in qualsiasi fase della procedura.
Il decreto restringe ulteriormente le esenzioni dal permesso di lavoro. I cittadini georgiani perderanno lo status di “permesso speciale” e gli studenti universitari stranieri potranno lavorare al massimo 20 ore settimanali, salvo possesso di permessi specifici. Le autorità affermano che la digitalizzazione ridurrà del 30% i tempi di elaborazione, ma ammettono che problemi tecnici potrebbero causare ritardi nelle decisioni fino al 2027.
Per i team di mobilità aziendale le conseguenze sono immediate. I portali HR e i flussi di lavoro dei fornitori devono essere aggiornati per raccogliere dati aggiuntivi e gestire firme elettroniche tramite servizi di profilo affidabile. I responsabili di budget devono considerare le nuove tariffe governative nelle previsioni di spesa per il 2026, mentre i recruiter dovrebbero adeguare le offerte salariali per compensare i tempi più lunghi.
Fragomen consiglia di presentare eventuali pratiche cartacee pendenti entro il 31 dicembre 2025 e di organizzare corsi di formazione per gli specialisti HR non familiari con i sistemi ePUAP o profilo affidabile della Polonia.
Fonte: Fragomen Immigration Alert
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