
A due settimane dalla fine dell’anno, la Polonia ha pubblicato l’ultimo decreto della sua vasta riforma sull’immigrazione per il 2025, confermando che—dal 1° gennaio 2026—tutte le richieste di permesso di soggiorno temporaneo dovranno essere presentate esclusivamente tramite il portale elettronico Moduł Obsługi Spraw (MOS). Le domande cartacee consegnate agli uffici voivodali saranno respinte senza eccezioni, e i richiedenti dovranno allegare scansioni complete del passaporto e firmare con firma elettronica qualificata.
La stessa normativa fa schizzare alle stelle le tariffe governative: la tassa standard per il permesso di soggiorno passa da 100 a 400 PLN; i permessi per lavoratori distaccati salgono a 800 PLN; le tariffe per i visti nazionali (tipo D) aumentano da 135 a 200 euro; e i visti Schengen (tipo C) arrivano a 90 euro. Il Ministero dell’Interno sostiene che la digitalizzazione ridurrà i tempi di elaborazione del 30% e limiterà le frodi, ma i team HR temono che la piattaforma MOS—già soggetta a interruzioni—possa semplicemente spostare le code online.
Per le aziende multinazionali la finestra di due settimane è durissima. Ora devono: 1) ottenere accessi Trusted-Profile o certificati eID UE per ogni lavoratore straniero; 2) acquistare firme elettroniche qualificate; 3) formare il personale sull’uso di MOS; 4) ricalcolare i budget di trasferimento per il 2026. VisaHQ stima che solo le tasse governative per una famiglia di quattro persone in trasferimento intra-aziendale passeranno da 800 a 3.200 PLN. Le grandi aziende stanno correndo per presentare eventuali pratiche cartacee residue entro Capodanno.
I consigli pratici per la conformità includono fare screenshot di ogni passaggio su MOS (unica prova di invio tempestivo), prevedere giorni di margine per eventuali interruzioni del server, e segnalare il nuovo limite di 20 ore settimanali per il lavoro degli studenti, salvo permessi specifici. Gli esperti avvertono inoltre che MOS sarà presto collegato ai database fiscali e previdenziali, permettendo controlli incrociati in tempo reale: discrepanze nelle buste paga potrebbero portare alla revoca automatica dei permessi.
Il modello polacco è osservato con attenzione a Bruxelles, mentre l’UE introduce il Regolamento sulla Digitalizzazione delle Procedure per i Visti. Se avrà successo, MOS potrebbe diventare un modello per altri Stati membri—promettendo decisioni più rapide ma anche costi più elevati e condivisione dati più rigorosa. Fino a quando non saranno risolti i problemi iniziali, i responsabili della mobilità dovranno affrontare un primo trimestre molto impegnativo.
La stessa normativa fa schizzare alle stelle le tariffe governative: la tassa standard per il permesso di soggiorno passa da 100 a 400 PLN; i permessi per lavoratori distaccati salgono a 800 PLN; le tariffe per i visti nazionali (tipo D) aumentano da 135 a 200 euro; e i visti Schengen (tipo C) arrivano a 90 euro. Il Ministero dell’Interno sostiene che la digitalizzazione ridurrà i tempi di elaborazione del 30% e limiterà le frodi, ma i team HR temono che la piattaforma MOS—già soggetta a interruzioni—possa semplicemente spostare le code online.
Per le aziende multinazionali la finestra di due settimane è durissima. Ora devono: 1) ottenere accessi Trusted-Profile o certificati eID UE per ogni lavoratore straniero; 2) acquistare firme elettroniche qualificate; 3) formare il personale sull’uso di MOS; 4) ricalcolare i budget di trasferimento per il 2026. VisaHQ stima che solo le tasse governative per una famiglia di quattro persone in trasferimento intra-aziendale passeranno da 800 a 3.200 PLN. Le grandi aziende stanno correndo per presentare eventuali pratiche cartacee residue entro Capodanno.
I consigli pratici per la conformità includono fare screenshot di ogni passaggio su MOS (unica prova di invio tempestivo), prevedere giorni di margine per eventuali interruzioni del server, e segnalare il nuovo limite di 20 ore settimanali per il lavoro degli studenti, salvo permessi specifici. Gli esperti avvertono inoltre che MOS sarà presto collegato ai database fiscali e previdenziali, permettendo controlli incrociati in tempo reale: discrepanze nelle buste paga potrebbero portare alla revoca automatica dei permessi.
Il modello polacco è osservato con attenzione a Bruxelles, mentre l’UE introduce il Regolamento sulla Digitalizzazione delle Procedure per i Visti. Se avrà successo, MOS potrebbe diventare un modello per altri Stati membri—promettendo decisioni più rapide ma anche costi più elevati e condivisione dati più rigorosa. Fino a quando non saranno risolti i problemi iniziali, i responsabili della mobilità dovranno affrontare un primo trimestre molto impegnativo.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News
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