
Il Gruppo Qantas ha annunciato il 30 dicembre di aver raggiunto un accordo approvato dal tribunale con l’Australian Competition and Consumer Commission (ACCC), ponendo fine a un caso di grande rilievo che accusava la compagnia di bandiera di aver venduto biglietti per migliaia di voli già cancellati.
Secondo l’accordo, Qantas pagherà una sanzione civile di 100 milioni di dollari australiani — la più alta mai inflitta a una compagnia aerea sotto il regime di tutela dei consumatori australiano — e istituirà un fondo di risarcimento da 20 milioni di dollari australiani per oltre 86.000 passeggeri coinvolti.
Il risarcimento individuale varierà da 225 dollari australiani per i voli nazionali e trans-Tasman a 450 dollari australiani per gli itinerari a lungo raggio.
La compagnia aprirà il prossimo mese un portale per le richieste gestito da Deloitte e ha promesso audit indipendenti per verificare i pagamenti. L’amministratore delegato Vanessa Hudson ha ammesso che Qantas “non ha rispettato i propri standard” durante la caotica ripresa post-pandemia, e ha annunciato investimenti in nuove tecnologie di notifica per evitare il ripetersi di simili situazioni.
L’ACCC ha ritirato le accuse correlate di “accettazione indebita di pagamento” in cambio dell’accordo, ma la presidente Gina Cass-Gottlieb ha sottolineato che la sanzione record “manda un messaggio a tutte le compagnie aeree che operano in Australia.”
Per i responsabili della mobilità globale e dei programmi di viaggio, il caso ha implicazioni pratiche. Le aziende hanno iniziato a confrontare i PNR dal metà 2022 a metà 2023 con la lista voli dell’ACCC per assicurarsi che i viaggiatori aziendali presentino tempestivamente le richieste di risarcimento. Le società di gestione viaggi prevedono una revisione delle clausole di duty of care per richiedere notifiche più rapide in caso di disservizi aerei, mentre diverse multinazionali stanno rivedendo le impostazioni dei GDS per ridurre le prenotazioni su segmenti “soft-cancellati”.
L’accordo intensifica anche il controllo regolatorio. Canberra sta valutando l’obbligo per le compagnie aeree di fornire dati in tempo reale sulle cancellazioni alle agenzie di viaggio, mentre i gruppi a tutela dei consumatori chiedono rimborsi automatici entro 14 giorni — norme che rispecchierebbero il regime EC261 dell’UE.
Nel breve termine, tuttavia, Qantas spera che il risarcimento contribuisca a ricostruire la fedeltà dei clienti in vista di un’espansione della capacità prevista per la prima metà del 2026, che includerà nuovi servizi ultra-long haul con A350-1000.
Secondo l’accordo, Qantas pagherà una sanzione civile di 100 milioni di dollari australiani — la più alta mai inflitta a una compagnia aerea sotto il regime di tutela dei consumatori australiano — e istituirà un fondo di risarcimento da 20 milioni di dollari australiani per oltre 86.000 passeggeri coinvolti.
Il risarcimento individuale varierà da 225 dollari australiani per i voli nazionali e trans-Tasman a 450 dollari australiani per gli itinerari a lungo raggio.
La compagnia aprirà il prossimo mese un portale per le richieste gestito da Deloitte e ha promesso audit indipendenti per verificare i pagamenti. L’amministratore delegato Vanessa Hudson ha ammesso che Qantas “non ha rispettato i propri standard” durante la caotica ripresa post-pandemia, e ha annunciato investimenti in nuove tecnologie di notifica per evitare il ripetersi di simili situazioni.
L’ACCC ha ritirato le accuse correlate di “accettazione indebita di pagamento” in cambio dell’accordo, ma la presidente Gina Cass-Gottlieb ha sottolineato che la sanzione record “manda un messaggio a tutte le compagnie aeree che operano in Australia.”
Per i responsabili della mobilità globale e dei programmi di viaggio, il caso ha implicazioni pratiche. Le aziende hanno iniziato a confrontare i PNR dal metà 2022 a metà 2023 con la lista voli dell’ACCC per assicurarsi che i viaggiatori aziendali presentino tempestivamente le richieste di risarcimento. Le società di gestione viaggi prevedono una revisione delle clausole di duty of care per richiedere notifiche più rapide in caso di disservizi aerei, mentre diverse multinazionali stanno rivedendo le impostazioni dei GDS per ridurre le prenotazioni su segmenti “soft-cancellati”.
L’accordo intensifica anche il controllo regolatorio. Canberra sta valutando l’obbligo per le compagnie aeree di fornire dati in tempo reale sulle cancellazioni alle agenzie di viaggio, mentre i gruppi a tutela dei consumatori chiedono rimborsi automatici entro 14 giorni — norme che rispecchierebbero il regime EC261 dell’UE.
Nel breve termine, tuttavia, Qantas spera che il risarcimento contribuisca a ricostruire la fedeltà dei clienti in vista di un’espansione della capacità prevista per la prima metà del 2026, che includerà nuovi servizi ultra-long haul con A350-1000.
Fonte: Qantas Newsroom
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