
Il Ministro dei Trasporti Darragh O’Brien ha rivelato il 5 gennaio che i funzionari senior dello Stato stanno opponendo resistenza alla sua proposta di abolire il limite storico di 32 milioni di passeggeri all’aeroporto di Dublino. Il tetto, imposto nel permesso di pianificazione del 2008 per il Terminal 2, è stato superato sia nel 2023 che nel 2024, e si prevede che raggiungerà i 36 milioni nel 2025.
Il Consiglio della Contea di Fingal sta attualmente esaminando la richiesta della DAA di aumentare il limite a 40 milioni, ma O’Brien sostiene che sia necessaria una rimozione totale per proteggere lo status di hub dell’Irlanda, soprattutto in vista delle espansioni di capacità di aeroporti concorrenti come Heathrow e Parigi CDG. Memorandum interni citati da The Irish Times mostrano funzionari che mettono in guardia sui rischi di contenziosi ambientali e reazioni negative delle comunità locali a causa del rumore.
Per i responsabili della mobilità globale, il tetto si traduce in scarsità di slot, tariffe aeree volatili e frequenze ridotte sulle rotte aziendali chiave nei periodi di punta. Se lo stallo dovesse continuare, i datori di lavoro potrebbero dover prevedere un aumento delle rotte indirette nei budget di viaggio per il 2026, soprattutto verso i mercati emergenti dove i servizi diretti restano limitati.
Il gruppo di lobby imprenditoriale Ibec sostiene la rimozione del tetto, ma chiede un impegno parallelo per migliorare l’accesso via terra, sottolineando che l’attuale modello basato principalmente su autobus e auto compromette le ambizioni irlandesi di mobilità sostenibile. Il Dipartimento dell’Ambiente ha indicato che qualsiasi rimozione permanente del limite dovrebbe essere bilanciata da regole più severe sui voli notturni e da un’accelerazione dei collegamenti ferroviari verso il centro città.
Gli stakeholder si aspettano che la questione domini la prossima revisione della Politica Nazionale dell’Aviazione, con una decisione che difficilmente arriverà prima della pausa estiva.
Il Consiglio della Contea di Fingal sta attualmente esaminando la richiesta della DAA di aumentare il limite a 40 milioni, ma O’Brien sostiene che sia necessaria una rimozione totale per proteggere lo status di hub dell’Irlanda, soprattutto in vista delle espansioni di capacità di aeroporti concorrenti come Heathrow e Parigi CDG. Memorandum interni citati da The Irish Times mostrano funzionari che mettono in guardia sui rischi di contenziosi ambientali e reazioni negative delle comunità locali a causa del rumore.
Per i responsabili della mobilità globale, il tetto si traduce in scarsità di slot, tariffe aeree volatili e frequenze ridotte sulle rotte aziendali chiave nei periodi di punta. Se lo stallo dovesse continuare, i datori di lavoro potrebbero dover prevedere un aumento delle rotte indirette nei budget di viaggio per il 2026, soprattutto verso i mercati emergenti dove i servizi diretti restano limitati.
Il gruppo di lobby imprenditoriale Ibec sostiene la rimozione del tetto, ma chiede un impegno parallelo per migliorare l’accesso via terra, sottolineando che l’attuale modello basato principalmente su autobus e auto compromette le ambizioni irlandesi di mobilità sostenibile. Il Dipartimento dell’Ambiente ha indicato che qualsiasi rimozione permanente del limite dovrebbe essere bilanciata da regole più severe sui voli notturni e da un’accelerazione dei collegamenti ferroviari verso il centro città.
Gli stakeholder si aspettano che la questione domini la prossima revisione della Politica Nazionale dell’Aviazione, con una decisione che difficilmente arriverà prima della pausa estiva.
Fonte: The Irish Times