
I viaggiatori d'affari hanno affrontato un'altra mattinata difficile il 15 gennaio, con gli aeroporti di Toronto Pearson, Montréal-Trudeau, Vancouver e Timmins che hanno registrato 20 cancellazioni e 156 ritardi, lasciando a terra centinaia di passeggeri in tutto il Canada. Jazz Aviation è stata responsabile di otto cancellazioni, mentre Air Canada ha registrato il maggior numero di ritardi (40).
I team operativi hanno attribuito i disagi a una combinazione di pioggia gelata notturna che ha rallentato le operazioni di sghiacciamento, problemi residui di posizionamento degli equipaggi causati dalla tempesta della settimana scorsa e ritardi a catena provenienti dagli hub statunitensi. I voli transfrontalieri sono stati i più colpiti, con diversi collegamenti Toronto–New York che hanno subito ritardi di tre ore.
Per i responsabili della mobilità, il consiglio immediato è tattico: prevedere almeno tre ore di margine per le coincidenze attraverso Pearson e Montréal e ricordare ai dipendenti le norme canadesi sulla protezione dei passeggeri aerei, che prevedono un indennizzo fino a 1.000 dollari canadesi per ritardi prolungati sotto il controllo della compagnia aerea.
A lungo termine, l’episodio evidenzia le vulnerabilità legate al personale, mentre le compagnie cercano di ripristinare la capacità pre-pandemica. Sia Air Canada che WestJet hanno accelerato le assunzioni invernali di operatori a terra, ma i sindacati segnalano un alto tasso di abbandono a causa della volatilità dei turni e dei costi abitativi nelle vicinanze degli aeroporti principali.
Le aziende che pianificano l’avvio di progetti a febbraio dovrebbero monitorare le API di stato dei voli o affidarsi a partner di gestione viaggi con strumenti di riprenotazione automatica, dato che i meteorologi prevedono un nuovo fronte artico per la fine di gennaio.
I team operativi hanno attribuito i disagi a una combinazione di pioggia gelata notturna che ha rallentato le operazioni di sghiacciamento, problemi residui di posizionamento degli equipaggi causati dalla tempesta della settimana scorsa e ritardi a catena provenienti dagli hub statunitensi. I voli transfrontalieri sono stati i più colpiti, con diversi collegamenti Toronto–New York che hanno subito ritardi di tre ore.
Per i responsabili della mobilità, il consiglio immediato è tattico: prevedere almeno tre ore di margine per le coincidenze attraverso Pearson e Montréal e ricordare ai dipendenti le norme canadesi sulla protezione dei passeggeri aerei, che prevedono un indennizzo fino a 1.000 dollari canadesi per ritardi prolungati sotto il controllo della compagnia aerea.
A lungo termine, l’episodio evidenzia le vulnerabilità legate al personale, mentre le compagnie cercano di ripristinare la capacità pre-pandemica. Sia Air Canada che WestJet hanno accelerato le assunzioni invernali di operatori a terra, ma i sindacati segnalano un alto tasso di abbandono a causa della volatilità dei turni e dei costi abitativi nelle vicinanze degli aeroporti principali.
Le aziende che pianificano l’avvio di progetti a febbraio dovrebbero monitorare le API di stato dei voli o affidarsi a partner di gestione viaggi con strumenti di riprenotazione automatica, dato che i meteorologi prevedono un nuovo fronte artico per la fine di gennaio.
Fonte: Travel and Tour World