
Mentre gli aeroporti di Dubai festeggiano flussi record di passeggeri, un nuovo white paper di Tourism Economics lancia un allarme: i limiti bilaterali attuali su voli e posti tra India e Emirati Arabi Uniti rischiano di lasciare bloccato un viaggiatore su quattro entro il 2035. Pubblicato il 23 gennaio, lo studio prevede una crescita della domanda sul corridoio – già il più trafficato al mondo per traffico O-D – del 7% annuo, ma la capacità disponibile potrebbe esaurirsi già dal prossimo anno.
Secondo l’accordo attuale sui servizi aerei, le compagnie di entrambi i paesi condividono circa 140.000 posti settimanali. I tassi di riempimento sulle rotte principali come Abu Dhabi–Delhi superano già l’85%, e i posti a basso costo spesso finiscono mesi prima. Il rapporto stima che mantenere lo status quo lascerebbe insoddisfatti 54 milioni di viaggiatori tra il 2026 e il 2035, sottraendo 26 miliardi di AED ai potenziali guadagni del PIL legati a turismo e commercio.
Per le aziende che gestiscono viaggi executive, la minore disponibilità si traduce in tariffe più alte, meno flessibilità e tempi di prenotazione più lunghi. Le imprese con sedi nelle città di secondo livello indiane potrebbero risentirne particolarmente, dato che dipendono dai collegamenti via Dubai, Sharjah o Abu Dhabi. Lo studio sostiene che raddoppiare i posti disponibili – soprattutto sul settore Abu Dhabi–India – potrebbe generare ulteriori 26 miliardi di AED di PIL in cinque anni e sostenere 170.000 posti di lavoro.
Le opzioni politiche includono la rinegoziazione delle quote bilaterali, l’ampliamento dei diritti di quinta libertà o l’accelerazione dell’espansione degli slot aeroportuali a Mumbai e Delhi. Il nuovo Terminal A di Abu Dhabi e il mega-hub pianificato DWC di Dubai hanno la capacità fisica, ma serve volontà politica. Gli analisti del settore prevedono la ripresa dei negoziati dopo le elezioni generali indiane di quest’anno; nel frattempo, compagnie come SpiceJet e Air India Express stanno aggiungendo servizi diretti verso aeroporti secondari degli Emirati per alleviare la pressione.
I responsabili dei viaggi dovrebbero monitorare l’andamento delle tariffe e valutare strategie di acquisto anticipato per le stagioni di punta del 2026. Anche i team di relocation che trasferiscono talenti tra i due paesi potrebbero dover rivedere i budget delle assegnazioni, poiché l’inflazione dei prezzi dei voli incide sui pacchetti di costo della vita.
Secondo l’accordo attuale sui servizi aerei, le compagnie di entrambi i paesi condividono circa 140.000 posti settimanali. I tassi di riempimento sulle rotte principali come Abu Dhabi–Delhi superano già l’85%, e i posti a basso costo spesso finiscono mesi prima. Il rapporto stima che mantenere lo status quo lascerebbe insoddisfatti 54 milioni di viaggiatori tra il 2026 e il 2035, sottraendo 26 miliardi di AED ai potenziali guadagni del PIL legati a turismo e commercio.
Per le aziende che gestiscono viaggi executive, la minore disponibilità si traduce in tariffe più alte, meno flessibilità e tempi di prenotazione più lunghi. Le imprese con sedi nelle città di secondo livello indiane potrebbero risentirne particolarmente, dato che dipendono dai collegamenti via Dubai, Sharjah o Abu Dhabi. Lo studio sostiene che raddoppiare i posti disponibili – soprattutto sul settore Abu Dhabi–India – potrebbe generare ulteriori 26 miliardi di AED di PIL in cinque anni e sostenere 170.000 posti di lavoro.
Le opzioni politiche includono la rinegoziazione delle quote bilaterali, l’ampliamento dei diritti di quinta libertà o l’accelerazione dell’espansione degli slot aeroportuali a Mumbai e Delhi. Il nuovo Terminal A di Abu Dhabi e il mega-hub pianificato DWC di Dubai hanno la capacità fisica, ma serve volontà politica. Gli analisti del settore prevedono la ripresa dei negoziati dopo le elezioni generali indiane di quest’anno; nel frattempo, compagnie come SpiceJet e Air India Express stanno aggiungendo servizi diretti verso aeroporti secondari degli Emirati per alleviare la pressione.
I responsabili dei viaggi dovrebbero monitorare l’andamento delle tariffe e valutare strategie di acquisto anticipato per le stagioni di punta del 2026. Anche i team di relocation che trasferiscono talenti tra i due paesi potrebbero dover rivedere i budget delle assegnazioni, poiché l’inflazione dei prezzi dei voli incide sui pacchetti di costo della vita.
Fonte: The Economic Times
Come può aiutarti VisaHQ
VisaHQ semplifica la richiesta del visto per privati e aziende. Verifica i requisiti di viaggio aggiornati, prepara i documenti necessari e gestisci la tua richiesta online tramite il portale VisaHQ per Emirati Arabi Uniti.Di più da Emirati Arabi Uniti
Visualizza tutto
La polizia di Dubai ora permette ai residenti di rimuovere i divieti di viaggio online in pochi secondi
Il passaporto degli Emirati Arabi Uniti mantiene la top five mondiale mentre l'Indice Henley 2026 evidenzia il divario nei diritti di mobilità