
Il governo di Hong Kong ha abbandonato un piano controverso che prevedeva una tassa di 200 HK$ (26 US$) per ogni veicolo privato in partenza verso la Cina continentale, a meno di due mesi dall’entrata in vigore prevista. Il capo del Tesoro, Christopher Hui, ha dichiarato ai legislatori il 30 gennaio che l’amministrazione ha «ascoltato le preoccupazioni della comunità» e ha deciso di sospendere temporaneamente la misura, segnando il secondo dietrofront politico annunciato quel giorno.
La tassa era stata introdotta nel bilancio 2025-26 per colmare un deficit di 87 miliardi di HK$ e finanziare la manutenzione dei punti di controllo alle frontiere, come il Ponte Hong Kong–Zhuhai–Macao e il Porto di Shenzhen Bay. Tuttavia, le camere di commercio, le aziende di logistica transfrontaliera e gli operatori turistici avevano avvertito che avrebbe comportato costi aggiuntivi e burocrazia proprio mentre i flussi di viaggio tornavano ai livelli pre-pandemici. Secondo i dati del Dipartimento dei Trasporti, nel quarto trimestre del 2025 circa 14.000 auto private registrate a Hong Kong attraversavano quotidianamente i confini terrestri con Guangdong.
I dirigenti d’azienda temevano che la tassa scoraggiasse viaggi occasionali verso fabbriche e incontri con clienti nell’area della Greater Bay, dove le regole più rigide per la prenotazione degli slot nel sistema del Permesso Stradale Chiuso limitano già il numero di veicoli di Hong Kong autorizzati a circolare sulle strade della Cina continentale. La società di gestione viaggi CWT aveva stimato che la tassa avrebbe aggiunto circa 8.000 HK$ all’anno per un responsabile commerciale che effettua tre viaggi di andata e ritorno al mese.
Con la sospensione della tassa, le autorità sperano di mantenere lo slancio nelle iniziative di integrazione transfrontaliera, come la Zona di Cooperazione di Qianhai e l’area di libero scambio di Nansha, che dipendono dalla mobilità fluida di talenti e investitori. Tuttavia, il divario fiscale persiste; gli economisti prevedono che nel bilancio 2026-27 potrebbero emergere misure alternative di entrata, come pedaggi stradali più elevati o una tassa sul turismo. Per ora, gli automobilisti transfrontalieri possono tirare un sospiro di sollievo, ma il dibattito evidenzia come le tasse sui trasporti possano rapidamente diventare punti critici politici in una città che cerca di bilanciare finanze pubbliche e competitività.
La tassa era stata introdotta nel bilancio 2025-26 per colmare un deficit di 87 miliardi di HK$ e finanziare la manutenzione dei punti di controllo alle frontiere, come il Ponte Hong Kong–Zhuhai–Macao e il Porto di Shenzhen Bay. Tuttavia, le camere di commercio, le aziende di logistica transfrontaliera e gli operatori turistici avevano avvertito che avrebbe comportato costi aggiuntivi e burocrazia proprio mentre i flussi di viaggio tornavano ai livelli pre-pandemici. Secondo i dati del Dipartimento dei Trasporti, nel quarto trimestre del 2025 circa 14.000 auto private registrate a Hong Kong attraversavano quotidianamente i confini terrestri con Guangdong.
I dirigenti d’azienda temevano che la tassa scoraggiasse viaggi occasionali verso fabbriche e incontri con clienti nell’area della Greater Bay, dove le regole più rigide per la prenotazione degli slot nel sistema del Permesso Stradale Chiuso limitano già il numero di veicoli di Hong Kong autorizzati a circolare sulle strade della Cina continentale. La società di gestione viaggi CWT aveva stimato che la tassa avrebbe aggiunto circa 8.000 HK$ all’anno per un responsabile commerciale che effettua tre viaggi di andata e ritorno al mese.
Con la sospensione della tassa, le autorità sperano di mantenere lo slancio nelle iniziative di integrazione transfrontaliera, come la Zona di Cooperazione di Qianhai e l’area di libero scambio di Nansha, che dipendono dalla mobilità fluida di talenti e investitori. Tuttavia, il divario fiscale persiste; gli economisti prevedono che nel bilancio 2026-27 potrebbero emergere misure alternative di entrata, come pedaggi stradali più elevati o una tassa sul turismo. Per ora, gli automobilisti transfrontalieri possono tirare un sospiro di sollievo, ma il dibattito evidenzia come le tasse sui trasporti possano rapidamente diventare punti critici politici in una città che cerca di bilanciare finanze pubbliche e competitività.
Fonte: South China Morning Post