
Parlando al NDTV Profit Conclave la sera del 7 febbraio, il Ministro del Commercio e dell’Industria Piyush Goyal ha dichiarato che il settore IT indiano non dipende più dal programma di visti H-1B degli Stati Uniti per guidare la crescita. Indicando l’accelerazione dei modelli di lavoro da remoto e l’espansione dei centri near-shore, Goyal ha sottolineato che le aziende indiane hanno ridotto le trasferte negli Stati Uniti e si sono diversificate verso Europa, Sud-est asiatico e America Latina.
Le osservazioni del ministro arrivano in un momento di stagnazione delle quote H-1B e di un controllo più rigoroso dei rapporti datore di lavoro-dipendente da parte delle autorità migratorie statunitensi. Gli esperti del settore evidenziano che, sebbene le principali aziende mantengano ancora migliaia di richieste H-1B, la quota di personale onsite è drasticamente diminuita da quando la pandemia ha spinto le imprese a perfezionare protocolli sicuri per l’accesso remoto.
Per i professionisti della mobilità globale, questo cambiamento implica una revisione dei budget per le assegnazioni: meno trasferte a lungo termine negli USA, ma più visite brevi sotto i regimi B-1 o ESTA, oltre a un aumento dei trasferimenti intra-aziendali verso paesi con visti per talenti più favorevoli, come il nuovo Tech Visa portoghese o la Global Skills Strategy canadese.
Goyal ha aggiunto che le trattative commerciali dell’India ora si concentrano sul riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali e sui framework per i nomadi digitali, piuttosto che sulle tradizionali concessioni per la mobilità del lavoro. Tuttavia, le associazioni di categoria hanno avvertito che la prossima normativa di modernizzazione dell’H-1B a Washington potrebbe ancora influenzare le carenze di competenze di nicchia.
Le aziende devono monitorare attentamente l’evoluzione del mix di visti: con il calo della dipendenza dall’H-1B, i team di compliance devono padroneggiare una gamma più ampia di categorie di ingresso a breve termine in diversi paesi.
Le osservazioni del ministro arrivano in un momento di stagnazione delle quote H-1B e di un controllo più rigoroso dei rapporti datore di lavoro-dipendente da parte delle autorità migratorie statunitensi. Gli esperti del settore evidenziano che, sebbene le principali aziende mantengano ancora migliaia di richieste H-1B, la quota di personale onsite è drasticamente diminuita da quando la pandemia ha spinto le imprese a perfezionare protocolli sicuri per l’accesso remoto.
Per i professionisti della mobilità globale, questo cambiamento implica una revisione dei budget per le assegnazioni: meno trasferte a lungo termine negli USA, ma più visite brevi sotto i regimi B-1 o ESTA, oltre a un aumento dei trasferimenti intra-aziendali verso paesi con visti per talenti più favorevoli, come il nuovo Tech Visa portoghese o la Global Skills Strategy canadese.
Goyal ha aggiunto che le trattative commerciali dell’India ora si concentrano sul riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali e sui framework per i nomadi digitali, piuttosto che sulle tradizionali concessioni per la mobilità del lavoro. Tuttavia, le associazioni di categoria hanno avvertito che la prossima normativa di modernizzazione dell’H-1B a Washington potrebbe ancora influenzare le carenze di competenze di nicchia.
Le aziende devono monitorare attentamente l’evoluzione del mix di visti: con il calo della dipendenza dall’H-1B, i team di compliance devono padroneggiare una gamma più ampia di categorie di ingresso a breve termine in diversi paesi.
Fonte: NDTV
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