
I diplomatic seniori di India e Cina hanno utilizzato il loro Dialogo Strategico annuale a Nuova Delhi, il 10 febbraio 2026, per riportare la mobilità al centro del lento disgelo nelle relazioni tra i due Paesi. Il Segretario agli Esteri indiano Vikram Misri e il Vice Ministro degli Esteri cinese Ma Zhaoxu hanno dichiarato che le due parti «continueranno a prendere misure pratiche per facilitare i visti», con l’obiettivo di accelerare il rilascio di visti per affari, studenti e giornalisti, ancora soggetti a lunghi controlli di sicurezza.
Sebbene nessuna delle due delegazioni abbia fissato scadenze precise, i funzionari hanno confermato che le misure pilota sperimentate nel 2025 — come liste di controllo documenti più snelle per viaggiatori abituali, invio digitale delle lettere di invito e sportelli prioritari per grandi gruppi aziendali — saranno estese ai consolati di Mumbai, Guangzhou e Shanghai. Il dialogo ha inoltre riconosciuto la crescente pressione di compagnie aeree ed esportatori per modernizzare l’Accordo Bilaterale sui Servizi Aerei, in vigore da due decenni. Entrambe le parti hanno concordato di «lavorare per una rapida conclusione» di un nuovo accordo che elimini i limiti attuali di frequenza, consenta nuovi scali come Bengaluru e Chengdu e introduca i diritti di settima libertà per il trasporto merci, permettendo alle compagnie di caricare merci su rotte con più scali.
Per le multinazionali, questi due annunci rappresentano un segnale positivo: i due mercati più popolosi al mondo intendono ripristinare l’ecosistema della mobilità esistente prima della crisi al confine del 2020 e delle chiusure pandemiche. Un processo di rilascio visti più rapido aiuterebbe le aziende tecnologiche indiane a inserire ingegneri nella catena di fornitura hardware cinese, mentre i produttori cinesi potrebbero inviare squadre di assistenza tecnica agli stabilimenti indiani senza settimane di preavviso. Le compagnie cargo e passeggeri — attualmente limitate a 45 frequenze settimanali complessive — affermano che i nuovi diritti di traffico potrebbero raddoppiare la capacità di posti e stiva entro 12 mesi, riducendo i costi su una delle rotte commerciali più trafficate dell’Asia.
Gli analisti politici avvertono che l’attuazione potrebbe ancora essere compromessa da incidenti di sicurezza lungo la Linea di Controllo Attuale o da nuove norme statunitensi sull’esportazione di tecnologia che coinvolgono fornitori cinesi con operazioni in India. Tuttavia, la decisione di isolare la mobilità dalle tensioni geopolitiche più ampie rispecchia la recente diplomazia cinese sui visti senza visto con Stati europei e ASEAN e riflette l’obiettivo di Nuova Delhi di attrarre investimenti nella catena di approvvigionamento per raggiungere i target di «Make in India».
In termini pratici, le aziende dovrebbero monitorare le nuove procedure operative standard che unificheranno i documenti di supporto per diverse categorie di visto e la notifica di ulteriori categorie di «e-visa» che i due governi stanno testando dalla fine del 2025. I responsabili dei viaggi sono invitati a mantenere aggiornati i database interni sulla mobilità; una volta attivata la pre-approvazione elettronica, dati storici incompleti potrebbero ritardare le autorizzazioni anche nel nuovo regime semplificato.
Sebbene nessuna delle due delegazioni abbia fissato scadenze precise, i funzionari hanno confermato che le misure pilota sperimentate nel 2025 — come liste di controllo documenti più snelle per viaggiatori abituali, invio digitale delle lettere di invito e sportelli prioritari per grandi gruppi aziendali — saranno estese ai consolati di Mumbai, Guangzhou e Shanghai. Il dialogo ha inoltre riconosciuto la crescente pressione di compagnie aeree ed esportatori per modernizzare l’Accordo Bilaterale sui Servizi Aerei, in vigore da due decenni. Entrambe le parti hanno concordato di «lavorare per una rapida conclusione» di un nuovo accordo che elimini i limiti attuali di frequenza, consenta nuovi scali come Bengaluru e Chengdu e introduca i diritti di settima libertà per il trasporto merci, permettendo alle compagnie di caricare merci su rotte con più scali.
Per le multinazionali, questi due annunci rappresentano un segnale positivo: i due mercati più popolosi al mondo intendono ripristinare l’ecosistema della mobilità esistente prima della crisi al confine del 2020 e delle chiusure pandemiche. Un processo di rilascio visti più rapido aiuterebbe le aziende tecnologiche indiane a inserire ingegneri nella catena di fornitura hardware cinese, mentre i produttori cinesi potrebbero inviare squadre di assistenza tecnica agli stabilimenti indiani senza settimane di preavviso. Le compagnie cargo e passeggeri — attualmente limitate a 45 frequenze settimanali complessive — affermano che i nuovi diritti di traffico potrebbero raddoppiare la capacità di posti e stiva entro 12 mesi, riducendo i costi su una delle rotte commerciali più trafficate dell’Asia.
Gli analisti politici avvertono che l’attuazione potrebbe ancora essere compromessa da incidenti di sicurezza lungo la Linea di Controllo Attuale o da nuove norme statunitensi sull’esportazione di tecnologia che coinvolgono fornitori cinesi con operazioni in India. Tuttavia, la decisione di isolare la mobilità dalle tensioni geopolitiche più ampie rispecchia la recente diplomazia cinese sui visti senza visto con Stati europei e ASEAN e riflette l’obiettivo di Nuova Delhi di attrarre investimenti nella catena di approvvigionamento per raggiungere i target di «Make in India».
In termini pratici, le aziende dovrebbero monitorare le nuove procedure operative standard che unificheranno i documenti di supporto per diverse categorie di visto e la notifica di ulteriori categorie di «e-visa» che i due governi stanno testando dalla fine del 2025. I responsabili dei viaggi sono invitati a mantenere aggiornati i database interni sulla mobilità; una volta attivata la pre-approvazione elettronica, dati storici incompleti potrebbero ritardare le autorizzazioni anche nel nuovo regime semplificato.
Fonte: The Economic Times
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