
Il nuovo Sistema di Entrata/Uscita (EES) dell’Europa – il sistema biometrico alle frontiere attivo dallo scorso ottobre – è sotto forte pressione da parte di aeroporti e compagnie aeree, che avvertono che i turisti britannici potrebbero dover affrontare code fino a quattro ore alle frontiere Schengen questa estate, a meno che l’implementazione non venga rallentata. In una lettera aperta alla Commissione Europea, le associazioni di settore ACI Europe, Airlines for Europe e IATA hanno denunciato “tempi di attesa eccessivi e persistenti fino a due ore” anche con i flussi attuali ridotti, chiedendo la possibilità di sospendere il sistema durante luglio e agosto.
Il corrispondente di viaggio dell’Independent, Simon Calder, riporta che attualmente solo il 35% dei passeggeri provenienti da paesi terzi viene processato tramite i chioschi EES; entro aprile l’obiettivo legale salirà al 100%. Le associazioni di categoria segnalano una cronica carenza di personale, un’installazione irregolare dei chioschi self-service e un’app per la preregistrazione ancora non rilasciata, fattori che rendono l’infrastruttura lontana dall’essere pronta. Ginevra – porta d’accesso alle Alpi per decine di migliaia di sciatori britannici – e le Isole Canarie in Spagna sono state indicate come punti critici specifici.
I ritardi si fanno già sentire: i voli verso Lanzarote e Tenerife durante la pausa di metà febbraio hanno registrato code secondarie superiori ai 90 minuti, costringendo alcune compagnie a trattenere le partenze e riprenotare le coincidenze perse. Con 12 milioni di cittadini britannici attesi in volo verso l’UE tra giugno e agosto, i consulenti di viaggio stimano costi diretti per voli persi, spese alberghiere per dovere di assistenza e disagi negli orari per 120 milioni di sterline, senza contare le ore di lavoro perse.
I responsabili della gestione dei rischi dovrebbero consigliare ai viaggiatori di arrivare con anticipo, prevedere margini extra per i trasferimenti negli itinerari e monitorare le indicazioni specifiche degli aeroporti. Le compagnie stanno valutando la fattibilità di postazioni temporanee di registrazione negli aeroporti di partenza nel Regno Unito, ma ciò richiederà l’approvazione dell’UE. Se Bruxelles dovesse rifiutare una deroga estiva, le aziende potrebbero dover privilegiare collegamenti ferroviari come l’Eurostar – che già dispone di chioschi EES a St Pancras – per viaggi con tempi critici.
Il corrispondente di viaggio dell’Independent, Simon Calder, riporta che attualmente solo il 35% dei passeggeri provenienti da paesi terzi viene processato tramite i chioschi EES; entro aprile l’obiettivo legale salirà al 100%. Le associazioni di categoria segnalano una cronica carenza di personale, un’installazione irregolare dei chioschi self-service e un’app per la preregistrazione ancora non rilasciata, fattori che rendono l’infrastruttura lontana dall’essere pronta. Ginevra – porta d’accesso alle Alpi per decine di migliaia di sciatori britannici – e le Isole Canarie in Spagna sono state indicate come punti critici specifici.
I ritardi si fanno già sentire: i voli verso Lanzarote e Tenerife durante la pausa di metà febbraio hanno registrato code secondarie superiori ai 90 minuti, costringendo alcune compagnie a trattenere le partenze e riprenotare le coincidenze perse. Con 12 milioni di cittadini britannici attesi in volo verso l’UE tra giugno e agosto, i consulenti di viaggio stimano costi diretti per voli persi, spese alberghiere per dovere di assistenza e disagi negli orari per 120 milioni di sterline, senza contare le ore di lavoro perse.
I responsabili della gestione dei rischi dovrebbero consigliare ai viaggiatori di arrivare con anticipo, prevedere margini extra per i trasferimenti negli itinerari e monitorare le indicazioni specifiche degli aeroporti. Le compagnie stanno valutando la fattibilità di postazioni temporanee di registrazione negli aeroporti di partenza nel Regno Unito, ma ciò richiederà l’approvazione dell’UE. Se Bruxelles dovesse rifiutare una deroga estiva, le aziende potrebbero dover privilegiare collegamenti ferroviari come l’Eurostar – che già dispone di chioschi EES a St Pancras – per viaggi con tempi critici.
Fonte: The Independent
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