
Il Ministero delle Risorse Umane e dell’Emiratizzazione degli Emirati Arabi Uniti (MoHRE) ha annunciato il 12 febbraio che durante il mese sacro del Ramadan, previsto per l’inizio di marzo, i dipendenti del settore privato lavoreranno due ore in meno al giorno. Le aziende potranno inoltre adottare orari flessibili o modalità di lavoro da remoto, purché il totale delle ore giornaliere non superi il limite ridotto.
Per i datori di lavoro internazionali con sedi negli Emirati, il decreto implica l’adeguamento dei sistemi retributivi per riflettere le giornate lavorative più brevi senza riduzioni salariali. Gli specialisti della mobilità dovranno informare i responsabili di linea sui possibili impatti sulla produttività e pianificare di conseguenza le tempistiche dei progetti, soprattutto per le consegne critiche ai clienti.
Le disposizioni valgono sia per il personale musulmano che non musulmano, in linea con il principio di parità di trattamento sancito dalla legge sul lavoro degli Emirati. Le ore straordinarie oltre il nuovo orario saranno retribuite con una maggiorazione, rendendo fondamentale per le aziende con attività 24/7, come logistica e ospitalità, una precisa previsione dei costi.
Negli ultimi anni, il MoHRE ha promosso modalità ibride durante il Ramadan per ridurre la congestione e favorire il benessere dei dipendenti. L’accesso al lavoro da remoto dipende ancora dalla natura del ruolo, ma molte multinazionali hanno colto l’occasione per sperimentare politiche “virtual-first” che in seguito sono diventate permanenti.
I team HR dovranno diffondere la circolare ufficiale, aggiornare i manuali sulla mobilità e coordinarsi con i reparti payroll globali per garantire la conformità. I dipendenti in arrivo a marzo dovranno essere informati sulle consuetudini locali, sugli orari ridotti degli uffici governativi e sulle modifiche nelle tempistiche di elaborazione dei visti.
Per i datori di lavoro internazionali con sedi negli Emirati, il decreto implica l’adeguamento dei sistemi retributivi per riflettere le giornate lavorative più brevi senza riduzioni salariali. Gli specialisti della mobilità dovranno informare i responsabili di linea sui possibili impatti sulla produttività e pianificare di conseguenza le tempistiche dei progetti, soprattutto per le consegne critiche ai clienti.
Le disposizioni valgono sia per il personale musulmano che non musulmano, in linea con il principio di parità di trattamento sancito dalla legge sul lavoro degli Emirati. Le ore straordinarie oltre il nuovo orario saranno retribuite con una maggiorazione, rendendo fondamentale per le aziende con attività 24/7, come logistica e ospitalità, una precisa previsione dei costi.
Negli ultimi anni, il MoHRE ha promosso modalità ibride durante il Ramadan per ridurre la congestione e favorire il benessere dei dipendenti. L’accesso al lavoro da remoto dipende ancora dalla natura del ruolo, ma molte multinazionali hanno colto l’occasione per sperimentare politiche “virtual-first” che in seguito sono diventate permanenti.
I team HR dovranno diffondere la circolare ufficiale, aggiornare i manuali sulla mobilità e coordinarsi con i reparti payroll globali per garantire la conformità. I dipendenti in arrivo a marzo dovranno essere informati sulle consuetudini locali, sugli orari ridotti degli uffici governativi e sulle modifiche nelle tempistiche di elaborazione dei visti.
Fonte: Khaleej Times
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