
In una dichiarazione scritta presentata alla Camera dei Comuni il 25 febbraio 2026, il Ministro per la Migrazione Mike Tapp ha confermato che i cittadini con doppia nazionalità irlandese-britannica devono ora esibire, per viaggiare nel Regno Unito, un passaporto britannico valido, un passaporto irlandese oppure – in casi limitati – un Certificato di Diritto. Questa precisazione arriva con l’applicazione completa dell’ETA (Electronic Travel Authorisation) e chiude una scappatoia che permetteva ad alcuni doppi cittadini di volare con un passaporto di un paese terzo abbinato all’autorizzazione digitale riservata ai visitatori.
Per le aziende questo è rilevante, poiché migliaia di dirigenti basati in Irlanda, che possiedono la cittadinanza britannica per discendenza, si sono a lungo affidati ai loro passaporti non britannici per comodità. Le linee guida per i vettori emesse questa settimana chiariscono che tali viaggiatori non sono idonei all’ETA e verranno fatti scendere se non dimostrano la cittadinanza britannica o irlandese al momento del check-in.
In un’attenzione rivolta ai viaggi urgenti, il Ministero dell’Interno consente alle compagnie aeree – a loro discrezione – di accettare passaporti britannici scaduti emessi dopo il 1989, ma solo se i dati anagrafici corrispondono esattamente a quelli di un passaporto straniero valido.
La dichiarazione annuncia anche la prossima fase della trasformazione digitale dell’immigrazione nel Regno Unito: dal 26 febbraio, i Certificati di Diritto saranno emessi in formato e-Visa collegato al passaporto del viaggiatore, eliminando la necessità di una nuova richiesta al rinnovo del documento fisico.
I team di mobilità globale irlandesi sono invitati a verificare i dati degli assegnati e a garantire che il personale con cittadinanza britannica latente richieda o rinnovi il passaporto UK con largo anticipo rispetto al viaggio.
L’avviso alla Camera ribadisce inoltre che i cittadini britannici e irlandesi restano esclusi dal sistema ETA e mantengono i diritti di libera circolazione nell’ambito del Common Travel Area. Tuttavia, l’enfasi sui controlli documentali pre-partenza da parte dei vettori evidenzia una tendenza più ampia: la responsabilità per la conformità dei documenti si sposta a monte, e chi sbaglia rischia di non lasciare mai la lounge dell’aeroporto.
Per le aziende questo è rilevante, poiché migliaia di dirigenti basati in Irlanda, che possiedono la cittadinanza britannica per discendenza, si sono a lungo affidati ai loro passaporti non britannici per comodità. Le linee guida per i vettori emesse questa settimana chiariscono che tali viaggiatori non sono idonei all’ETA e verranno fatti scendere se non dimostrano la cittadinanza britannica o irlandese al momento del check-in.
In un’attenzione rivolta ai viaggi urgenti, il Ministero dell’Interno consente alle compagnie aeree – a loro discrezione – di accettare passaporti britannici scaduti emessi dopo il 1989, ma solo se i dati anagrafici corrispondono esattamente a quelli di un passaporto straniero valido.
La dichiarazione annuncia anche la prossima fase della trasformazione digitale dell’immigrazione nel Regno Unito: dal 26 febbraio, i Certificati di Diritto saranno emessi in formato e-Visa collegato al passaporto del viaggiatore, eliminando la necessità di una nuova richiesta al rinnovo del documento fisico.
I team di mobilità globale irlandesi sono invitati a verificare i dati degli assegnati e a garantire che il personale con cittadinanza britannica latente richieda o rinnovi il passaporto UK con largo anticipo rispetto al viaggio.
L’avviso alla Camera ribadisce inoltre che i cittadini britannici e irlandesi restano esclusi dal sistema ETA e mantengono i diritti di libera circolazione nell’ambito del Common Travel Area. Tuttavia, l’enfasi sui controlli documentali pre-partenza da parte dei vettori evidenzia una tendenza più ampia: la responsabilità per la conformità dei documenti si sposta a monte, e chi sbaglia rischia di non lasciare mai la lounge dell’aeroporto.
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