
I viaggiatori aerei negli Stati Uniti hanno vissuto un martedì 17 marzo difficile, mentre le compagnie aeree cercavano di riprendersi da una tempesta invernale che ha colpito da costa a costa, portando oltre 30 cm di neve nel Midwest e raffiche di vento fino a 80 km/h sulla costa Est. Secondo FlightAware, sono stati cancellati oltre 1.100 voli e ne sono stati ritardati altri 7.300, oltre ai 4.800 cancellati il giorno precedente. L’aeroporto internazionale Hartsfield-Jackson di Atlanta, snodo cruciale per i viaggi d’affari, ha registrato 230 cancellazioni e 770 ritardi, mentre anche New York-LaGuardia, Chicago O’Hare e Boston Logan hanno riportato disagi a tre cifre.
Il maltempo è solo una parte del problema. Lo shutdown parziale del governo federale, iniziato il 14 febbraio, è ormai alla quinta settimana, e gli agenti non pagati della Transportation Security Administration (TSA) stanno sempre più spesso chiamando malattia o dimettendosi; il Dipartimento per la Sicurezza Interna ha confermato martedì che 366 agenti hanno lasciato il servizio dall’inizio della crisi. L’aeroporto internazionale di Philadelphia ha invitato i passeggeri ad arrivare con almeno tre ore di anticipo dopo la chiusura di diversi checkpoint TSA per carenza di personale, mentre i sindacati fuori dall’aeroporto di Atlanta segnalano che alcuni agenti stanno ricevendo avvisi di sfratto pur continuando a lavorare.
Le lunghe code ai controlli di sicurezza hanno un effetto a catena: gli equipaggi che arrivano in ritardo superano i limiti di orario imposti dalla FAA, causando ulteriori cancellazioni anche dopo il miglioramento delle condizioni meteo. I responsabili dei viaggi aziendali stanno quindi rispolverando le strategie adottate durante la pandemia, incoraggiando riunioni in videochiamata, rotte alternative attraverso hub secondari e l’acquisto di biglietti completamente rimborsabili, nonostante la domanda sia al picco per le vacanze di primavera e il torneo di basket March Madness.
Le compagnie aeree stanno facendo pressioni intense sul Congresso per il ripristino dei fondi per la Homeland Security. Secondo le stime di Airlines for America, il rallentamento del traffico aereo causato dallo shutdown costa all’economia circa 140 milioni di dollari al giorno, tra coincidenze perse, pernottamenti in hotel e perdita di produttività lavorativa. Se la crisi dovesse protrarsi fino ad aprile, gli analisti avvertono che anche le interviste per il programma Global Entry, già in ritardo da mesi, potrebbero essere sospese mentre la Customs and Border Protection riassegna il personale ai controlli principali.
Per chi deve volare, gli esperti consigliano di monitorare le app delle compagnie, evitare coincidenze strette e portare solo l’essenziale nel bagaglio a mano. I datori di lavoro dovrebbero inoltre ricordare ai dipendenti stranieri che i ritardi causati da maltempo o shutdown che comportano il superamento del visto USA richiedono documentazione, come lettere di ritardo delle compagnie aeree, per supportare future richieste di rinnovo del visto.
Il maltempo è solo una parte del problema. Lo shutdown parziale del governo federale, iniziato il 14 febbraio, è ormai alla quinta settimana, e gli agenti non pagati della Transportation Security Administration (TSA) stanno sempre più spesso chiamando malattia o dimettendosi; il Dipartimento per la Sicurezza Interna ha confermato martedì che 366 agenti hanno lasciato il servizio dall’inizio della crisi. L’aeroporto internazionale di Philadelphia ha invitato i passeggeri ad arrivare con almeno tre ore di anticipo dopo la chiusura di diversi checkpoint TSA per carenza di personale, mentre i sindacati fuori dall’aeroporto di Atlanta segnalano che alcuni agenti stanno ricevendo avvisi di sfratto pur continuando a lavorare.
Le lunghe code ai controlli di sicurezza hanno un effetto a catena: gli equipaggi che arrivano in ritardo superano i limiti di orario imposti dalla FAA, causando ulteriori cancellazioni anche dopo il miglioramento delle condizioni meteo. I responsabili dei viaggi aziendali stanno quindi rispolverando le strategie adottate durante la pandemia, incoraggiando riunioni in videochiamata, rotte alternative attraverso hub secondari e l’acquisto di biglietti completamente rimborsabili, nonostante la domanda sia al picco per le vacanze di primavera e il torneo di basket March Madness.
Le compagnie aeree stanno facendo pressioni intense sul Congresso per il ripristino dei fondi per la Homeland Security. Secondo le stime di Airlines for America, il rallentamento del traffico aereo causato dallo shutdown costa all’economia circa 140 milioni di dollari al giorno, tra coincidenze perse, pernottamenti in hotel e perdita di produttività lavorativa. Se la crisi dovesse protrarsi fino ad aprile, gli analisti avvertono che anche le interviste per il programma Global Entry, già in ritardo da mesi, potrebbero essere sospese mentre la Customs and Border Protection riassegna il personale ai controlli principali.
Per chi deve volare, gli esperti consigliano di monitorare le app delle compagnie, evitare coincidenze strette e portare solo l’essenziale nel bagaglio a mano. I datori di lavoro dovrebbero inoltre ricordare ai dipendenti stranieri che i ritardi causati da maltempo o shutdown che comportano il superamento del visto USA richiedono documentazione, come lettere di ritardo delle compagnie aeree, per supportare future richieste di rinnovo del visto.
Fonte: Associated Press
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