
I viaggiatori diretti dal Regno Unito alla Francia non dovranno affrontare i controlli biometrici completi del Sistema di Entrata/Uscita (EES) questo mese, dopo che le autorità francesi hanno ammesso che la carenza di attrezzature rende i punti di controllo giustapposti a St Pancras, Dover e Folkestone non ancora pronti. The Connexion, aggiornato questo pomeriggio, riferisce che, sebbene l’UE si aspetti ancora che gli Stati membri siano conformi all’EES entro il 10 aprile, le tratte Londra-Parigi e quelle attraverso la Manica continueranno con il tradizionale timbro sul passaporto per “diverse settimane”.
Per i passeggeri britannici – inclusi migliaia di pendolari d’affari quotidiani – questa proroga evita il temuto ingorgo pasquale causato dalle code per impronte digitali e scansioni facciali. Gli operatori portuali avevano avvertito fin da gennaio che la mancanza di spazio per i chioschi e la complessità legale nel trattare i cittadini di paesi terzi sul suolo britannico avrebbero potuto aggiungere minuti a ogni persona, mettendo a rischio gli orari dei treni e le rotazioni dei traghetti.
Il ritardo concede inoltre tempo alle aziende che ruotano il personale attraverso la Manica. I team HR erano stati incaricati di informare i viaggiatori sulle nuove procedure di acquisizione dati e sui tempi di attesa più lunghi; ora queste misure possono essere posticipate, ma gli esperti sottolineano che l’EES arriverà e che la formazione alla preparazione dovrebbe riprendere non appena saranno fissate date certe.
A lungo termine, questa pausa mette in luce tensioni di governance: secondo la legge UE, la Francia è responsabile dell’implementazione del sistema, ma deve farlo all’interno dei terminal britannici sotto i controlli bilaterali “giustapposti”. I funzionari britannici accolgono privatamente questo slittamento, temendo titoli negativi sulle code “dalla loro” parte del confine. Tuttavia, entrambi i governi concordano che un avvio graduale è preferibile a un’attivazione caotica che potrebbe compromettere il commercio e il turismo, che valgono oltre 120 miliardi di sterline all’anno.
I responsabili di progetto di Eurostar e Getlink affermano che useranno questo respiro per testare la capacità dei chioschi e perfezionare la comunicazione con i passeggeri. I consulenti per la mobilità raccomandano ai datori di lavoro di mantenere le attuali indicazioni sugli orari di arrivo (almeno 45 minuti prima della partenza) e di monitorare quotidianamente gli aggiornamenti degli operatori durante il picco pasquale.
Per i passeggeri britannici – inclusi migliaia di pendolari d’affari quotidiani – questa proroga evita il temuto ingorgo pasquale causato dalle code per impronte digitali e scansioni facciali. Gli operatori portuali avevano avvertito fin da gennaio che la mancanza di spazio per i chioschi e la complessità legale nel trattare i cittadini di paesi terzi sul suolo britannico avrebbero potuto aggiungere minuti a ogni persona, mettendo a rischio gli orari dei treni e le rotazioni dei traghetti.
Il ritardo concede inoltre tempo alle aziende che ruotano il personale attraverso la Manica. I team HR erano stati incaricati di informare i viaggiatori sulle nuove procedure di acquisizione dati e sui tempi di attesa più lunghi; ora queste misure possono essere posticipate, ma gli esperti sottolineano che l’EES arriverà e che la formazione alla preparazione dovrebbe riprendere non appena saranno fissate date certe.
A lungo termine, questa pausa mette in luce tensioni di governance: secondo la legge UE, la Francia è responsabile dell’implementazione del sistema, ma deve farlo all’interno dei terminal britannici sotto i controlli bilaterali “giustapposti”. I funzionari britannici accolgono privatamente questo slittamento, temendo titoli negativi sulle code “dalla loro” parte del confine. Tuttavia, entrambi i governi concordano che un avvio graduale è preferibile a un’attivazione caotica che potrebbe compromettere il commercio e il turismo, che valgono oltre 120 miliardi di sterline all’anno.
I responsabili di progetto di Eurostar e Getlink affermano che useranno questo respiro per testare la capacità dei chioschi e perfezionare la comunicazione con i passeggeri. I consulenti per la mobilità raccomandano ai datori di lavoro di mantenere le attuali indicazioni sugli orari di arrivo (almeno 45 minuti prima della partenza) e di monitorare quotidianamente gli aggiornamenti degli operatori durante il picco pasquale.
Fonte: The Connexion
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