
Il piano di bilancio per l’anno fiscale 2027 dell’amministrazione Biden, pubblicato il 12 aprile 2026, prevede una proposta da 52 milioni di dollari per espandere il Programma di Partnership per i Controlli di Sicurezza (SPP) della Transportation Security Administration (TSA) a decine di aeroporti di Categoria III e IV, strutture che gestiscono meno di due milioni di passeggeri all’anno. Secondo il piano, le autorità aeroportuali sarebbero incentivate, se non obbligate, a sostituire gli agenti federali della TSA con appaltatori privati certificati e controllati dalla TSA stessa.
I funzionari dell’amministrazione sostengono che questa mossa permetterebbe ai piccoli aeroporti di adattare meglio il personale, ridurre i costi per straordinari e adottare più rapidamente nuove tecnologie di controllo. “La privatizzazione dei controlli non significa deregulation,” sottolinea un documento dell’Ufficio per la Gestione e il Bilancio (OMB), evidenziando che la TSA manterrà standard nazionali, test segreti e il potere di licenziare fornitori inefficienti.
Le associazioni di viaggi d’affari hanno reagito con cautela. La Global Business Travel Association ha avvertito che prestazioni irregolari dei contractor potrebbero allungare le code nelle ore di punta, quando i jet regionali convogliano i viaggiatori verso i grandi hub e i voli internazionali. Al contrario, Airlines for America ha lodato l’iniziativa, sostenendo che l’SPP ha dimostrato la sua efficacia in aeroporti come Bozeman, Montana, e il Terminal 2 di San Francisco.
Se il Congresso approverà la proposta, gli aeroporti presenteranno le offerte questo autunno, con le prime conversioni previste per l’inizio del 2027. I responsabili della mobilità globale dovranno monitorare se gli aeroporti di collegamento utilizzati dai dipendenti in trasferta passeranno ai controlli privati. Sebbene le corsie PreCheck debbano rimanere disponibili per legge, i modelli di staffing dei contractor a volte riducono gli orari di apertura, un aspetto cruciale per le partenze mattutine tipiche delle missioni internazionali.
Le aziende potrebbero dover aggiornare i briefing sui rischi di viaggio per riflettere le diverse culture di servizio al cliente e rafforzare i protocolli per segnalare eventuali problemi di sicurezza. Inoltre, è probabile l’introduzione di nuovi progetti pilota per la verifica dell’identità, poiché gli operatori privati spesso fungono da laboratori di prova prima che la TSA implementi i sistemi a livello nazionale.
I funzionari dell’amministrazione sostengono che questa mossa permetterebbe ai piccoli aeroporti di adattare meglio il personale, ridurre i costi per straordinari e adottare più rapidamente nuove tecnologie di controllo. “La privatizzazione dei controlli non significa deregulation,” sottolinea un documento dell’Ufficio per la Gestione e il Bilancio (OMB), evidenziando che la TSA manterrà standard nazionali, test segreti e il potere di licenziare fornitori inefficienti.
Le associazioni di viaggi d’affari hanno reagito con cautela. La Global Business Travel Association ha avvertito che prestazioni irregolari dei contractor potrebbero allungare le code nelle ore di punta, quando i jet regionali convogliano i viaggiatori verso i grandi hub e i voli internazionali. Al contrario, Airlines for America ha lodato l’iniziativa, sostenendo che l’SPP ha dimostrato la sua efficacia in aeroporti come Bozeman, Montana, e il Terminal 2 di San Francisco.
Se il Congresso approverà la proposta, gli aeroporti presenteranno le offerte questo autunno, con le prime conversioni previste per l’inizio del 2027. I responsabili della mobilità globale dovranno monitorare se gli aeroporti di collegamento utilizzati dai dipendenti in trasferta passeranno ai controlli privati. Sebbene le corsie PreCheck debbano rimanere disponibili per legge, i modelli di staffing dei contractor a volte riducono gli orari di apertura, un aspetto cruciale per le partenze mattutine tipiche delle missioni internazionali.
Le aziende potrebbero dover aggiornare i briefing sui rischi di viaggio per riflettere le diverse culture di servizio al cliente e rafforzare i protocolli per segnalare eventuali problemi di sicurezza. Inoltre, è probabile l’introduzione di nuovi progetti pilota per la verifica dell’identità, poiché gli operatori privati spesso fungono da laboratori di prova prima che la TSA implementi i sistemi a livello nazionale.
Fonte: Travel Extra