
Gli aeroporti svizzeri si sono svegliati lunedì 13 aprile con scene più simili a quelle della stagione sciistica di punta che a una mattina di stagione intermedia. La causa non era il maltempo né uno sciopero delle compagnie aeree, ma il primo weekend di piena operatività del Sistema di Entrata/Uscita (EES) dell’Unione Europea. Dal 10 aprile, tutti i confini esterni dello spazio Schengen – inclusi quelli di Zurigo, Ginevra e Basilea-Mulhouse – hanno iniziato a registrare i dati del passaporto, l’immagine facciale e quattro impronte digitali di ogni viaggiatore non appartenente all’UE, sia all’arrivo che alla partenza. Questa novità sostituisce il tradizionale timbro con un sistema digitale pensato per rafforzare la sicurezza e individuare chi supera il periodo di soggiorno consentito dal visto.
Tuttavia, l’efficienza promessa si è presto trasformata in un vero e proprio ingorgo. I giornalisti di Euronews hanno documentato code fino a tre ore in tutto il blocco, mentre Airlines for Europe (A4E) ha definito il weekend “un fallimento sistemico, non semplici problemi iniziali”. A Milano, 122 passeggeri EasyJet hanno visto il loro volo partire senza di loro a causa dei rallentamenti biometrici. In Svizzera, l’operatore aeroportuale Flughafen Zürich AG ha confermato tempi di attesa fino a 90 minuti per alcune partenze a lungo raggio, consigliando ai viaggiatori di presentarsi “almeno quattro ore prima del decollo”. L’operatore turistico svizzero Hotelplan Suisse ha raccontato a SRF Radio che i collegamenti persi stanno già costringendo a riprenotare i clienti su voli charter successivi per le località sciistiche, con un aumento di migliaia di franchi nei costi di alloggio.
Swiss International Air Lines ha dichiarato di coordinarsi con l’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) per aumentare il personale ai varchi manuali, ma ha avvertito che il traffico previsto per le festività di fine aprile “potrebbe diventare ingestibile” a meno che la Commissione non consenta una sospensione temporanea del sistema nei principali hub. Per le aziende che dipendono da viaggi di lavoro rapidi – banchieri in viaggio verso Londra, ingegneri farmaceutici diretti agli stabilimenti tedeschi, dirigenti dell’orologeria in volo per Dubai – la perdita di produttività è immediata. Se i ritardi dovessero protrarsi fino all’estate, i consorzi svizzeri per l’export temono un danno reputazionale alla preziosa rete di collegamenti del Paese.
I prossimi dieci giorni saranno decisivi: se le corsie biometriche si stabilizzeranno, la Svizzera manterrà il suo vantaggio just-in-time; in caso contrario, i responsabili dei viaggi aziendali potrebbero preferire hub come Monaco o Vienna fino a quando il caos non si sarà risolto.
Tuttavia, l’efficienza promessa si è presto trasformata in un vero e proprio ingorgo. I giornalisti di Euronews hanno documentato code fino a tre ore in tutto il blocco, mentre Airlines for Europe (A4E) ha definito il weekend “un fallimento sistemico, non semplici problemi iniziali”. A Milano, 122 passeggeri EasyJet hanno visto il loro volo partire senza di loro a causa dei rallentamenti biometrici. In Svizzera, l’operatore aeroportuale Flughafen Zürich AG ha confermato tempi di attesa fino a 90 minuti per alcune partenze a lungo raggio, consigliando ai viaggiatori di presentarsi “almeno quattro ore prima del decollo”. L’operatore turistico svizzero Hotelplan Suisse ha raccontato a SRF Radio che i collegamenti persi stanno già costringendo a riprenotare i clienti su voli charter successivi per le località sciistiche, con un aumento di migliaia di franchi nei costi di alloggio.
Swiss International Air Lines ha dichiarato di coordinarsi con l’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) per aumentare il personale ai varchi manuali, ma ha avvertito che il traffico previsto per le festività di fine aprile “potrebbe diventare ingestibile” a meno che la Commissione non consenta una sospensione temporanea del sistema nei principali hub. Per le aziende che dipendono da viaggi di lavoro rapidi – banchieri in viaggio verso Londra, ingegneri farmaceutici diretti agli stabilimenti tedeschi, dirigenti dell’orologeria in volo per Dubai – la perdita di produttività è immediata. Se i ritardi dovessero protrarsi fino all’estate, i consorzi svizzeri per l’export temono un danno reputazionale alla preziosa rete di collegamenti del Paese.
I prossimi dieci giorni saranno decisivi: se le corsie biometriche si stabilizzeranno, la Svizzera manterrà il suo vantaggio just-in-time; in caso contrario, i responsabili dei viaggi aziendali potrebbero preferire hub come Monaco o Vienna fino a quando il caos non si sarà risolto.
Fonte: Euronews
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