
Un giorno dopo l’invio delle prime lettere ai richiedenti, l’ufficio del Ministro dell’Immigrazione Lena Metlege Diab è passato all’attacco, sostenendo che le nuove scadenze rigorose introdotte dal disegno di legge C-12 sono fondamentali per ristabilire “ordine e credibilità” nel sistema di asilo canadese. La Legge per il Rafforzamento del Sistema di Immigrazione e delle Frontiere del Canada, approvata il 26 marzo 2026, impone che le richieste di asilo vengano presentate entro 12 mesi dal primo ingresso in Canada, una norma applicata retroattivamente dal 24 giugno 2020. Stime interne indicano che circa 30.000 persone rientrano ora fuori da questa finestra temporale, tra cui lavoratori temporanei, studenti e visitatori che successivamente hanno chiesto asilo. Chi supera il termine vedrà la propria domanda dichiarata inammissibile a un’udienza completa presso la Immigration and Refugee Board (IRB), a meno che non fornisca entro 21 giorni prove che dimostrino circostanze eccezionali che hanno impedito la presentazione tempestiva. Il governo sostiene che la misura sia necessaria per affrontare l’arretrato che, a fine 2025, superava i 300.000 casi e cresceva più rapidamente della capacità annuale dell’IRB, pari a circa 90.000 decisioni. I critici – tra cui la portavoce per l’immigrazione del NDP Jenny Kwan e diversi avvocati per i diritti dei rifugiati – definiscono la regola arbitraria, avvertendo che potrebbe violare gli obblighi del Canada secondo la Convenzione ONU sui Rifugiati del 1951 e innescare sfide costituzionali. Per i datori di lavoro, la nuova politica ha conseguenze immediate. I cittadini stranieri le cui richieste diventano inammissibili perderanno il diritto al permesso di lavoro aperto legato al processo di asilo. I reparti HR dovrebbero identificare i dipendenti con domande presentate oltre un anno dal primo ingresso e consigliarli di rivolgersi rapidamente a un legale. Le aziende che intendono assumere studenti stranieri o visitatori devono inoltre assicurarsi che i potenziali assunti comprendano la nuova scadenza per evitare interruzioni future. Dal punto di vista operativo, le espulsioni da parte della CBSA verso alcune destinazioni ad alto rischio restano sospese, ma le persone coinvolte potrebbero trovarsi in uno status precario, complicando la gestione di buste paga e benefit. Gli avvocati specializzati in immigrazione raccomandano una pianificazione preventiva, valutando permessi di lavoro specifici per datori di lavoro o percorsi provinciali per lavoratori altamente qualificati le cui pratiche di asilo potrebbero essere chiuse. Con cause legali quasi certe, il quadro normativo potrebbe cambiare ancora, ma le organizzazioni non possono dare per scontata una deroga automatica; devono monitorare lo status dei dipendenti caso per caso.
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Le nuove norme sull'asilo fanno scattare 30.000 lettere di equità procedurale con l'entrata in vigore del disegno di legge C-12
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