
Gli attivisti a difesa dei lavoratori immigrati hanno presentato lunedì una causa presso il Tribunale Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto di Columbia, contestando una norma finale provvisoria del Servizio di Cittadinanza e Immigrazione degli Stati Uniti (USCIS) che ha eliminato le estensioni automatiche dei Documenti di Autorizzazione al Lavoro (EAD). Il ricorso sostiene che l’USCIS abbia violato l’Administrative Procedure Act, bypassando le procedure ordinarie di notifica e commento, e abbia agito in modo arbitrario ignorando le prove dei ritardi persistenti nelle pratiche di rinnovo. Per quasi un decennio, alcuni titolari di EAD con domande di rinnovo in sospeso hanno beneficiato di estensioni automatiche — l’ultima fissata a 540 giorni sotto l’amministrazione Biden — per evitare interruzioni lavorative. Lo scorso ottobre, l’USCIS ha revocato questo periodo di tolleranza, giustificandolo con la necessità di controlli più approfonditi in base alle nuove politiche di sicurezza nazionale. Gli avvocati specializzati in immigrazione aziendale segnalano che questo cambiamento improvviso ha già costretto migliaia di lavoratori a uscire dalle buste paga, soprattutto nei settori sanitario e manifatturiero, dove i tempi di elaborazione dei permessi di lavoro superano i sei mesi. La ricorrente, una cittadina messicana protetta dalla Violence Against Women Act, rischia di perdere il lavoro e l’assicurazione sanitaria poiché il suo rinnovo è ancora in attesa. Il Public Citizen Litigation Group, che la rappresenta, avverte che decine di migliaia di lavoratori in situazioni simili potrebbero perdere lo status legale a meno che il tribunale non emetta un’ingiunzione. Dal punto di vista della mobilità lavorativa, la causa riapre l’incertezza per i team HR alle prese con le scadenze degli EAD. I datori di lavoro dovrebbero individuare i dipendenti a rischio la cui finestra di estensione automatica è chiusa, valutare categorie di visto alternative come le opzioni H-1B esenti da quota, e monitorare il caso — Doe v. USCIS, n. 1:26-cv-01336 — per eventuali sviluppi favorevoli. Un’ingiunzione preliminare potrebbe ripristinare l’estensione durante il procedimento legale, ma una decisione definitiva potrebbe richiedere mesi. La controversia evidenzia inoltre un tema più ampio: la dipendenza dell’amministrazione Trump dalle norme finali provvisorie per le riforme sull’immigrazione sta generando sfide procedurali che complicano la conformità sia per i datori di lavoro sia per i lavoratori stranieri.
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