
Il Belgio ha inaugurato una nuova era nella regolamentazione del lavoro il 1° giugno 2026, con l’entrata in vigore di due leggi federali adottate il 18 maggio 2026. La normativa – pubblicata questa mattina nel Belgisch Staatsblad – rappresenta la prima tranche delle misure promesse nell’accordo di coalizione De Croo II ed è stata definita dalle associazioni imprenditoriali come la più grande modernizzazione del codice del lavoro belga degli ultimi dieci anni.
Per le aziende con mobilità internazionale, la novità principale riguarda il limite massimo di 52 settimane per il preavviso di licenziamento, valido per tutti i contratti di lavoro avviati dal 1° giugno 2026 in poi. Fino ad oggi, i lavoratori con anzianità potevano accumulare un preavviso superiore ai due anni, rappresentando un rischio economico significativo per le multinazionali che chiudono filiali belghe o ruotano personale espatriato. Il nuovo tetto garantisce certezza dei costi e avvicina il Belgio a Paesi vicini come i Paesi Bassi (massimo 104 settimane) e la Francia (senza formula legale per i dirigenti).
Si amplia anche la flessibilità per i contratti part-time: il minimo legale scende da un terzo a un decimo di un orario full-time, permettendo ai team HR di creare micro-contratti per coniugi accompagnatori, studenti e lavoratori stagionali senza violare le norme sul lavoro. I sindacati temono un aumento della precarietà, ma i settori tecnologico e dell’e-commerce sostengono che turni ultra-brevi renderanno il Belgio un hub più attrattivo per centri di distribuzione regionali e servizi condivisi.
Un cambiamento molto atteso dalle aziende che operano su turni 24/7 nei centri di distribuzione o data center è l’abolizione del divieto storico di lavoro notturno. Ora ogni settore può organizzare il personale tra le 20:00 e le 06:00 senza dover richiedere un’esenzione preventiva, anche se i neoassunti nel retail, nella logistica e nell’e-commerce riceveranno indennità notturna solo dalle 23:00. I lavoratori già in forza mantengono i diritti acquisiti, limitando risparmi immediati sui costi del personale ma offrendo alle aziende la possibilità di adottare modelli più snelli con il naturale ricambio.
Infine, si semplifica l’impiego tramite agenzie interinali: viene eliminata la ‘dichiarazione di intenti’ separata e le comunicazioni sui piani di bonus saranno gestite tramite un portale online obbligatorio. Insieme alla digitalizzazione già avviata delle pratiche per i permessi di lavoro, queste misure riducono la burocrazia e accelerano l’inserimento, un vantaggio cruciale per i fornitori di servizi di relocation impegnati a inserire specialisti stranieri con scadenze di progetto serrate.
Per le aziende con mobilità internazionale, la novità principale riguarda il limite massimo di 52 settimane per il preavviso di licenziamento, valido per tutti i contratti di lavoro avviati dal 1° giugno 2026 in poi. Fino ad oggi, i lavoratori con anzianità potevano accumulare un preavviso superiore ai due anni, rappresentando un rischio economico significativo per le multinazionali che chiudono filiali belghe o ruotano personale espatriato. Il nuovo tetto garantisce certezza dei costi e avvicina il Belgio a Paesi vicini come i Paesi Bassi (massimo 104 settimane) e la Francia (senza formula legale per i dirigenti).
Si amplia anche la flessibilità per i contratti part-time: il minimo legale scende da un terzo a un decimo di un orario full-time, permettendo ai team HR di creare micro-contratti per coniugi accompagnatori, studenti e lavoratori stagionali senza violare le norme sul lavoro. I sindacati temono un aumento della precarietà, ma i settori tecnologico e dell’e-commerce sostengono che turni ultra-brevi renderanno il Belgio un hub più attrattivo per centri di distribuzione regionali e servizi condivisi.
Un cambiamento molto atteso dalle aziende che operano su turni 24/7 nei centri di distribuzione o data center è l’abolizione del divieto storico di lavoro notturno. Ora ogni settore può organizzare il personale tra le 20:00 e le 06:00 senza dover richiedere un’esenzione preventiva, anche se i neoassunti nel retail, nella logistica e nell’e-commerce riceveranno indennità notturna solo dalle 23:00. I lavoratori già in forza mantengono i diritti acquisiti, limitando risparmi immediati sui costi del personale ma offrendo alle aziende la possibilità di adottare modelli più snelli con il naturale ricambio.
Infine, si semplifica l’impiego tramite agenzie interinali: viene eliminata la ‘dichiarazione di intenti’ separata e le comunicazioni sui piani di bonus saranno gestite tramite un portale online obbligatorio. Insieme alla digitalizzazione già avviata delle pratiche per i permessi di lavoro, queste misure riducono la burocrazia e accelerano l’inserimento, un vantaggio cruciale per i fornitori di servizi di relocation impegnati a inserire specialisti stranieri con scadenze di progetto serrate.
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