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La sentenza Blanche contro Lau della Corte Suprema riscrive le regole per il rientro negli Stati Uniti dei titolari di green card

giu 28, 2026
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La sentenza Blanche contro Lau della Corte Suprema riscrive le regole per il rientro negli Stati Uniti dei titolari di green card
Il 27 giugno, lo studio legale specializzato in diritto del lavoro Ogletree Deakins ha analizzato la decisione della Corte Suprema del 23 giugno nel caso Blanche contro Lau, una sentenza destinata a cambiare radicalmente il modo in cui gli agenti di frontiera statunitensi trattano i residenti permanenti legali (LPR) che rientrano da viaggi all’estero. In un’opinione 6-3 scritta dal giudice Clarence Thomas, la Corte ha stabilito che la Customs and Border Protection può “concedere il rilascio condizionato” a un LPR — invece di ammetterlo formalmente — basandosi solo sul sospetto che abbia commesso un reato che ne impedisce l’ingresso, senza necessità di una condanna o di prove chiare al momento dell’ingresso. Il rilascio condizionato lascia il viaggiatore fisicamente negli Stati Uniti ma legalmente non ammesso, privandolo dell’autorizzazione al lavoro e causando numerose complicazioni in termini di mobilità. I team paghe devono sospendere l’attività lavorativa finché il LPR non venga prosciolto dalle accuse o non ottenga l’approvazione di un giudice dell’immigrazione. Il caso è nato quando Muk Choi Lau, titolare di green card nato in Cina, è stato fermato all’aeroporto JFK nel 2012 per un’accusa pendente di contraffazione. La sentenza risolve una divisione tra corti d’appello e amplia i poteri discrezionali degli agenti DHS negli aeroporti e alle frontiere terrestri. I dipartimenti viaggi aziendali devono prepararsi a un aumento di controlli secondari e possibili ritardi per i dipendenti LPR con questioni legali irrisolte, inclusi pignoramenti fiscali che potrebbero far sospettare frodi. Ogletree consiglia alle multinazionali di effettuare valutazioni preventive dei rischi per i dipendenti con green card che abbiano esposizioni penali o regolamentari. Alcune aziende stanno introducendo protocolli di “ritorno al lavoro”: se un LPR viene rilasciato condizionatamente, le risorse umane lo pongono immediatamente in congedo non retribuito e attivano rapidamente un legale esterno per richiedere cauzione o uno status alternativo. La sentenza evidenzia anche l’importanza della pianificazione fiscale per la mobilità globale; un LPR che trascorre molto tempo fuori dagli Stati Uniti sotto rilascio condizionato potrebbe involontariamente azzerare i tempi di residenza necessari per la naturalizzazione o per la residenza fiscale statale, complicando i costi di assegnazioni a lungo termine.
Fonte: Ogletree Deakins

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