
Nel pacchetto sulle infrazioni di luglio, pubblicato l'8 luglio, la Commissione Europea ha emesso un parere motivato formale a dieci Stati membri, tra cui la Polonia, per non aver recepito la Direttiva (UE) 2023/2661 sui Sistemi di Trasporto Intelligenti (ITS) entro la scadenza del 21 dicembre 2025. La Polonia ha ora due mesi per notificare il recepimento completo, altrimenti rischia di essere deferita alla Corte di Giustizia e di incorrere in sanzioni giornaliere ai sensi dell'articolo 260 TFUE. La direttiva ITS modificata è fondamentale per l’implementazione di dati connessi alle auto, app di biglietteria multimodale e servizi di mobilità automatizzata in tutta l’UE. Per i datori di lavoro multinazionali, le norme sono cruciali per la gestione delle flotte aziendali, le soluzioni di pedaggio e le piattaforme di mobilità per i dipendenti. Varsavia ha redatto un disegno di legge ITS, ma il parlamento non ha ancora fissato la seconda lettura a causa di un calendario legislativo fitto. Restano lacune sugli standard di dati aperti e sull’uso di informazioni veicolari anonimizzate, temi su cui l’Autorità polacca per la protezione dei dati ha sollevato preoccupazioni sulla privacy. Un ulteriore ritardo potrebbe far perdere alla Polonia opportunità di finanziamento UE legate al Connecting Europe Facility 3 (2027-2030), che richiederà punti di accesso nazionali per i dati di mobilità. I fornitori di soluzioni MaaS (Mobility-as-a-Service) dovrebbero monitorare attentamente i tempi, poiché un recepimento tardivo può rallentare la certificazione e l’ingresso sul mercato. Le aziende che già gestiscono progetti pilota ITS in Polonia — come l’operatore autostradale Autostrada Wielkopolska e il corridoio connesso della città di Cracovia — non perdono immediatamente la copertura legale, ma per una scalabilità a lungo termine sarà necessaria la normativa mancante.
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