
Il Dipartimento per la Sicurezza Interna ha pubblicato un Avviso di Proposta di Regolamentazione (NPRM) di 111 pagine che aumenterebbe drasticamente i costi per diventare cittadini statunitensi. Secondo la nuova norma, la tassa di presentazione per il Modulo N-400 passerebbe dagli attuali 760 dollari (cartaceo) / 710 dollari (online) a 1.330 e 1.280 dollari rispettivamente, mentre il ricorso con il Modulo N-336 salirebbe a 1.475 dollari (cartaceo) / 1.425 dollari (online). Altro elemento significativo è l’intenzione dell’agenzia di abolire l’opzione di tariffa ridotta per i richiedenti a basso reddito e di eliminare quasi tutte le esenzioni dalle tasse, mantenendo solo quelle per i membri attuali o ex delle forze armate statunitensi.
Il DHS sostiene che questi cambiamenti sono necessari per raggiungere il “recupero completo dei costi” del programma di naturalizzazione, sottolineando che il numero di domande è diminuito mentre i costi di verifica sono aumentati. Nel preambolo, USCIS descrive un nuovo modello di calcolo basato sulle attività (Activity-Based Costing) che assegna in modo più accurato le spese come il rilevamento delle frodi, il servizio clienti e gli aggiornamenti tecnologici. L’agenzia prevede che senza nuove entrate, le liste di attesa per le decisioni continueranno a crescere e la modernizzazione del sistema si bloccherà. Inoltre, evidenzia che le tariffe per la naturalizzazione non sono state adeguate all’inflazione; l’ultimo adeguamento generale risale al 2020 ed è stato parzialmente annullato da contenziosi legali.
I gruppi di advocacy per gli immigrati hanno subito condannato la proposta, sostenendo che un aumento del 70% rende la cittadinanza inaccessibile a milioni di residenti permanenti legali e mina gli obiettivi di integrazione. Anche i consulenti per l’immigrazione aziendale sono preoccupati: molti datori di lavoro coprono i costi del N-400 per dirigenti in transizione verso la green card; tariffe più alte potrebbero scoraggiare la naturalizzazione e complicare la pianificazione della mobilità globale. Al contrario, alcune grandi multinazionali hanno accolto con favore la chiarezza di un modello “chi paga beneficia”, osservando che tempi di elaborazione prevedibili spesso giustificano tariffe più elevate.
Praticamente, nulla cambia ancora. Gli stakeholder hanno 60 giorni dalla pubblicazione della norma (fino ai primi di settembre) per inviare commenti tramite Regulations.gov. USCIS afferma che esaminerà i feedback prima di emettere la regola finale, ma segnala che, in assenza di prove convincenti, il nuovo tariffario sarà incluso nella regolamentazione sulle tariffe per l’anno fiscale 2027. I datori di lavoro con programmi di assistenza alla cittadinanza dovrebbero già pianificare il budget, e i dipendenti idonei alla naturalizzazione potrebbero voler presentare domanda prima che gli aumenti entrino in vigore.
Il DHS sostiene che questi cambiamenti sono necessari per raggiungere il “recupero completo dei costi” del programma di naturalizzazione, sottolineando che il numero di domande è diminuito mentre i costi di verifica sono aumentati. Nel preambolo, USCIS descrive un nuovo modello di calcolo basato sulle attività (Activity-Based Costing) che assegna in modo più accurato le spese come il rilevamento delle frodi, il servizio clienti e gli aggiornamenti tecnologici. L’agenzia prevede che senza nuove entrate, le liste di attesa per le decisioni continueranno a crescere e la modernizzazione del sistema si bloccherà. Inoltre, evidenzia che le tariffe per la naturalizzazione non sono state adeguate all’inflazione; l’ultimo adeguamento generale risale al 2020 ed è stato parzialmente annullato da contenziosi legali.
I gruppi di advocacy per gli immigrati hanno subito condannato la proposta, sostenendo che un aumento del 70% rende la cittadinanza inaccessibile a milioni di residenti permanenti legali e mina gli obiettivi di integrazione. Anche i consulenti per l’immigrazione aziendale sono preoccupati: molti datori di lavoro coprono i costi del N-400 per dirigenti in transizione verso la green card; tariffe più alte potrebbero scoraggiare la naturalizzazione e complicare la pianificazione della mobilità globale. Al contrario, alcune grandi multinazionali hanno accolto con favore la chiarezza di un modello “chi paga beneficia”, osservando che tempi di elaborazione prevedibili spesso giustificano tariffe più elevate.
Praticamente, nulla cambia ancora. Gli stakeholder hanno 60 giorni dalla pubblicazione della norma (fino ai primi di settembre) per inviare commenti tramite Regulations.gov. USCIS afferma che esaminerà i feedback prima di emettere la regola finale, ma segnala che, in assenza di prove convincenti, il nuovo tariffario sarà incluso nella regolamentazione sulle tariffe per l’anno fiscale 2027. I datori di lavoro con programmi di assistenza alla cittadinanza dovrebbero già pianificare il budget, e i dipendenti idonei alla naturalizzazione potrebbero voler presentare domanda prima che gli aumenti entrino in vigore.