
L’attenzione parlamentare si concentra oggi (13 luglio) sull’immigrazione, con i deputati che discutono la seconda lettura del vasto Immigration and Asylum Bill presentato dal governo. Introdotto il mese scorso dal Ministro dell’Interno Shabana Mahmood, il disegno di legge promette «poteri rafforzati» per contrastare l’immigrazione irregolare, riformare le procedure di asilo e inasprire le difese contro la schiavitù moderna. Tuttavia, nel mondo della mobilità professionale, l’attenzione si focalizza su tre articoli con impatto diretto sulle aziende. L’articolo 24 aumenterebbe la sanzione massima civile per l’impiego di persone senza status legale fino a 80.000 sterline per lavoratore, quadruplicando la soglia attuale. L’articolo 27 introduce controlli digitali obbligatori sul diritto al lavoro ogni 12 mesi per i dipendenti sponsorizzati con permessi a tempo limitato, ponendo fine al modello attuale di verifica unica. Infine, l’articolo 34 consentirebbe al Ministro dell’Interno di imporre un contributo sanitario per i familiari dei trasferiti intra-aziendali, in linea con la tassa già pagata dai titolari di visto Skilled Worker. Le associazioni di categoria, tra cui CBI e techUK, hanno inviato note di approfondimento, sostenendo che i controlli annuali aggiungeranno «notevoli frizioni amministrative» e chiedendo un’esenzione per i percorsi di Global Business Mobility, già soggetti a controlli di conformità. I deputati laburisti dovrebbero proporre emendamenti per chiarire che un esito negativo del controllo digitale comporti un periodo di tolleranza di 28 giorni prima dell’applicazione delle sanzioni, dando tempo ai team HR di correggere eventuali errori involontari. Sebbene il dibattito di oggi rappresenti solo il primo ostacolo sostanziale, gli osservatori esperti prevedono un’approvazione agevole del disegno di legge, vista la maggioranza governativa. Le aziende dovrebbero comunque iniziare ad analizzare le lacune nei propri sistemi di onboarding e conservazione documentale. I consulenti legali raccomandano di testare gli strumenti automatizzati di verifica del diritto al lavoro in scenari di controlli duplicati e di prevedere budget maggiori per le polizze assicurative contro sanzioni civili. Se approvato nella forma attuale, il disegno di legge entrerà in vigore il 1° gennaio 2027, concedendo alle imprese sei mesi per adeguarsi. I responsabili della mobilità dovrebbero seguire l’iter in commissione per eventuali attenuazioni delle clausole più gravose, ma la direzione è ormai chiara: verso un monitoraggio digitale continuo dello status lavorativo.
Fonte: UK Parliament
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