
Le compagnie aeree stanno gradualmente ripristinando i collegamenti verso le destinazioni del Golfo e del Levante dopo l’escalation della settimana scorsa nel conflitto tra Iran e Stati Uniti, secondo un aggiornamento di Reuters pubblicato questa mattina. Mentre vettori come Lufthansa, Turkish Airlines e IAG (la holding di British Airways, partner di Aer Lingus) hanno previsto date di ripresa tra fine luglio e ottobre, molte rotte restano sospese e si continua a evitare il sorvolo degli spazi aerei iraniano, iracheno e siriano.
Per i viaggiatori d’affari irlandesi la situazione è mista. Aer Lingus non opera nel Golfo Persico, ma gran parte del traffico Irlanda-Medio Oriente dipende dai collegamenti British Airways Dublino-Londra-Doha/Dubai e dal hub Lufthansa Dublino-Francoforte. Questi itinerari resteranno interrotti almeno fino ad agosto per Doha e settembre per Dubai. La low cost Wizz Air, che trasporta un consistente traffico leisure dagli aeroporti regionali irlandesi tramite le sue basi europee, ha esteso la sospensione dei voli verso Dubai, Abu Dhabi e Amman fino a metà settembre.
Le agenzie di gestione viaggi a Dublino segnalano che le aziende stanno dirottando il personale di alto valore attraverso Istanbul e Roma per raggiungere il Golfo, allungando i tempi di viaggio di 4-6 ore e aumentando i costi. Anche gli assicuratori stanno rivedendo i premi per il rischio di guerra sui biglietti che coinvolgono la regione.
Indicazioni per i datori di lavoro:
• verificare che le valutazioni di duty of care e i piani di evacuazione in caso di crisi includano rotte alternative via Turchia e Italia;
• controllare che le polizze assicurative di viaggio comprendano gli attuali sovrapprezzi per rischio di guerra nei settori Medio Oriente;
• informare i viaggiatori che le coincidenze nello stesso giorno potrebbero non essere garantite a causa delle rotte deviate e dei tempi di sosta prolungati.
Gli analisti del settore aereo ritengono improbabile un ritorno completo agli orari pre-crisi prima del quarto trimestre, il che significa che i progetti di esportazione e costruzione irlandesi nel Golfo dovranno prevedere costi di mobilità più elevati fino al 2027.
Per i viaggiatori d’affari irlandesi la situazione è mista. Aer Lingus non opera nel Golfo Persico, ma gran parte del traffico Irlanda-Medio Oriente dipende dai collegamenti British Airways Dublino-Londra-Doha/Dubai e dal hub Lufthansa Dublino-Francoforte. Questi itinerari resteranno interrotti almeno fino ad agosto per Doha e settembre per Dubai. La low cost Wizz Air, che trasporta un consistente traffico leisure dagli aeroporti regionali irlandesi tramite le sue basi europee, ha esteso la sospensione dei voli verso Dubai, Abu Dhabi e Amman fino a metà settembre.
Le agenzie di gestione viaggi a Dublino segnalano che le aziende stanno dirottando il personale di alto valore attraverso Istanbul e Roma per raggiungere il Golfo, allungando i tempi di viaggio di 4-6 ore e aumentando i costi. Anche gli assicuratori stanno rivedendo i premi per il rischio di guerra sui biglietti che coinvolgono la regione.
Indicazioni per i datori di lavoro:
• verificare che le valutazioni di duty of care e i piani di evacuazione in caso di crisi includano rotte alternative via Turchia e Italia;
• controllare che le polizze assicurative di viaggio comprendano gli attuali sovrapprezzi per rischio di guerra nei settori Medio Oriente;
• informare i viaggiatori che le coincidenze nello stesso giorno potrebbero non essere garantite a causa delle rotte deviate e dei tempi di sosta prolungati.
Gli analisti del settore aereo ritengono improbabile un ritorno completo agli orari pre-crisi prima del quarto trimestre, il che significa che i progetti di esportazione e costruzione irlandesi nel Golfo dovranno prevedere costi di mobilità più elevati fino al 2027.
Fonte: Reuters via Investing.com
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