
Gli operatori dei traghetti, le aziende di trasporto merci e le compagnie di autobus sono in allerta in vista del fine settimana di fuga più intenso dell’anno, dopo che la polizia di frontiera francese ha confermato che registrerà ogni viaggiatore non appartenente all’UE in uscita da Dover secondo il nuovo Sistema di Entrata/Uscita (EES) dell’UE. The Guardian riporta che gli agenti schierati sul lato del Kent del Canale utilizzeranno una soluzione manuale temporanea, poiché i chioschi biometrici permanenti sono ancora in fase di installazione. Questa misura provvisoria richiederà ai titolari di passaporto britannico di scendere dai veicoli per il rilevamento delle impronte digitali e l’acquisizione delle immagini facciali, un processo che, secondo gli operatori, potrebbe aggiungere diversi minuti a persona. Il porto di Dover prevede oltre 200.000 passeggeri tra venerdì e domenica. Il direttore generale del porto, Doug Bannister, ha avvertito i deputati il mese scorso che anche un aumento di soli 20 secondi nei tempi di controllo potrebbe causare code lunghe chilometri sulle strade A20 e A2. L’associazione di categoria degli autobus RHA Coaches ha consigliato ai propri membri di prevedere “almeno due ore extra” per i tragitti, mentre gli autotrasportatori temono di perdere le finestre di consegna e di incorrere in multe a causa dei contratti just-in-time. I vettori stanno sollecitando i governi britannico e francese a schierare ulteriore personale di polizia e steward. In base al trattato di Le Touquet del 1991, le autorità francesi effettuano i controlli di immigrazione Schengen sul suolo britannico; il ministero dell’Interno francese ha autorizzato straordinari temporanei per garantire la presenza di personale in tutte le postazioni durante il fine settimana. Per i viaggiatori d’affari, il disagio arriva in un momento delicato. I responsabili dei viaggi aziendali avevano già previsto nel budget il tempo extra che l’EES aggiungerà negli aeroporti continentali a partire da questa estate. I problemi di Dover evidenziano l’importanza di una pianificazione di emergenza, soprattutto per incarichi a tempo critico come quelli degli ingegneri del settore petrolifero e del gas diretti alle basi del Mare del Nord via Calais. Oltre alle code immediate, l’episodio sottolinea un rischio strutturale: il Regno Unito non ha più voce in capitolo formale su come viene implementata la tecnologia di frontiera dell’UE, ma le conseguenze si fanno sentire prima proprio a Dover. Le associazioni di categoria stanno invitando entrambe le parti a rilanciare il Comitato Congiunto per il Trasporto Stradale, creato dall’Accordo Commerciale e di Cooperazione post-Brexit, per risolvere questi problemi operativi prima del lancio previsto per il prossimo anno dell’autorizzazione di viaggio ETIAS collegata.
Fonte: The Guardian
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