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La tassa UE sui piccoli pacchi accende i timori che la Svizzera possa diventare la porta d’ingresso cinese per l’e-commerce

lug 23, 2026
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La tassa UE sui piccoli pacchi accende i timori che la Svizzera possa diventare la porta d’ingresso cinese per l’e-commerce
La nuova tassa di 3 euro dell’Unione Europea sui pacchi di basso valore provenienti dalla Cina è in vigore da appena tre settimane, ma gli esperti di logistica avvertono già di un effetto collaterale imprevisto: le spedizioni vengono deviate attraverso la Svizzera. Un’inchiesta di Swissinfo pubblicata il 22 luglio 2026 spiega come la discrepanza tra i regimi doganali svizzeri e quelli UE potrebbe trasformare lo Stato alpino non appartenente all’UE in un hub di distribuzione per piattaforme come Temu e Shein. Poiché la Svizzera ha posticipato la propria tassa speculare al 2028, i pacchi che arrivano a Zurigo o Basilea possono attualmente transitare nella zona doganale svizzera senza tasse, per poi essere trasportati via camion o treno nell’area Schengen confinante. Gli agenti doganali hanno riferito ai giornalisti di ricevere “diverse centinaia di migliaia” di pacchi extra al giorno, volumi che superano la capacità di scansione e sollevano preoccupazioni sulla sicurezza dei prodotti. L’ONG Public Eye avverte che elettronica di qualità inferiore o cosmetici contraffatti potrebbero infiltrarsi nel mercato unico UE attraverso i depositi svizzeri. Per i responsabili delle catene di approvvigionamento aziendali, la situazione è a doppio taglio. I fornitori di logistica terzi (3PL) stanno già promuovendo soluzioni di ‘cross-docking svizzero’ che promettono consegne il giorno successivo in Germania, Francia o Austria senza la tassa UE. Se da un lato questo può ridurre i costi dell’ultimo miglio nel breve termine, le multinazionali rischiano danni reputazionali e richieste retroattive di dazi se Bruxelles spingerà Berna ad allinearsi prima del 2028. Politicamente, la questione arriva in un momento delicato nelle trattative tra Svizzera e UE su un nuovo quadro istituzionale. Diplomatici UE indicano privatamente che la divergenza doganale sull’e-commerce sarà inserita nell’agenda della prossima riunione del Comitato Congiunto in autunno. Se l’UE decidesse di classificare la Svizzera come “zona speciale di sospensione dei dazi”, i vettori potrebbero dover affrontare pratiche burocratiche aggiuntive o persino depositi di sicurezza per le esportazioni tramite hub svizzeri. Le aziende che importano beni di consumo attraverso la Svizzera dovrebbero quindi effettuare una valutazione dei rischi, mappare i flussi di pacchi e prepararsi a possibili cambiamenti normativi a medio termine. Nel frattempo, le dogane svizzere prevedono di testare un motore automatizzato di analisi del rischio nel 2027, ma fino ad allora i tassi di ispezione resteranno bassi, rendendo la conformità volontaria – dichiarazioni CN22 accurate e registrazione IVA svizzera – la strategia più sicura per chi spedisce grandi volumi.
Fonte: SWI swissinfo.ch

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