
Una mozione parlamentare presentata al Consiglio Nazionale e pubblicata il 22 luglio 2026 propone di aumentare il minimo annuale di ferie retribuite in Svizzera da quattro a cinque settimane per tutti i lavoratori. L’iniziativa, promossa da deputati di centro-sinistra, sostiene che settori come l’agricoltura e l’ospitalità siano indietro rispetto alla norma de facto delle cinque settimane già diffusa in ambiti come banche, farmaceutica e tecnologia dell’informazione. Dal punto di vista della mobilità globale, la misura potrebbe ricalibrare le previsioni di costo sia per i lavoratori in entrata sia per il personale svizzero inviato all’estero. Se approvata, i datori di lavoro dovranno accantonare una settimana aggiuntiva di ferie retribuite, aumentando di circa il 2% i costi salariali per le categorie interessate. Le multinazionali con turni rotativi — in particolare nell’edilizia alpina e nel turismo stagionale — dovranno rivedere i modelli di turnazione e le indennità per l’alloggio. Le federazioni sindacali hanno accolto la proposta come un passo verso la parità tra lavoro e vita privata con i Paesi UE, mentre l’Associazione Svizzera dei Datori di Lavoro avverte che potrebbe compromettere la competitività in un momento in cui il franco forte sta già comprimendo i margini. Le società di consulenza HR sottolineano che molte aziende globali concedono volontariamente cinque settimane, per cui il cambiamento legislativo colpirebbe principalmente le PMI che offrono ancora il minimo legale. La mozione passerà ora alla Commissione per la Sicurezza Sociale e la Salute, che deciderà se redigere un disegno di legge per il dibattito in aula. Gli osservatori ritengono che il Consiglio Federale difficilmente si opporrà apertamente, ma potrebbe preferire un’introduzione graduale per dare tempo alle piccole imprese di adeguarsi. I responsabili della mobilità globale dovrebbero modellare l’impatto sui budget per le missioni a lungo termine, la pianificazione dei congedi sabbatici e le regole di accumulo per le ferie “nel Paese d’origine”. Le aziende con sistemi di busta paga frazionata devono assicurarsi che i payroll paralleli riflettano correttamente il diritto alle ferie aggiuntive per evitare sottotrattamenti nelle trattenute dei contributi sociali svizzeri.
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