
Con Bruxelles che assegna a Cipro un giudizio tecnico sostanzialmente positivo, la candidatura dell'isola ad entrare nell'area Schengen senza passaporto dell'UE è entrata nella fase politica decisiva, ma due anomalie di lunga data continuano a rappresentare un ostacolo. Secondo note diplomatiche visionate da Kathimerini, gli Stati membri dell'UE hanno comunicato all'inviata cipriota Philippa Karsera a Bruxelles la scorsa settimana la necessità di chiarimenti legali su (1) come verranno effettuati i controlli alle persone che attraversano la Linea Verde pattugliata dall'ONU e (2) come funzioneranno i controlli nei punti di ingresso situati all'interno delle Aree di Base Sovrane britanniche di Akrotiri e Dhekelia. Entrambe le questioni derivano dalle circostanze uniche di Cipro: la de facto divisione dell'isola dal 1974 e la presenza di basi militari britanniche fuori dalla giurisdizione UE. I giuristi europei richiedono uno strumento vincolante per garantire che la Linea Verde non diventi una via secondaria per l'immigrazione irregolare verso Schengen e che i controlli nelle basi siano adeguati agli standard Schengen. Nicosia ha già raggiunto 120 traguardi tecnici, dai passaporti biometrici al sistema informativo SIS-II, ottenendo il sostegno esplicito di paesi come Italia, Grecia e Spagna. Tuttavia, L'Aia e Vienna — i cui rilievi hanno ritardato per oltre un decennio Bulgaria e Romania — non sono ancora convinte. Cipro sta quindi lanciando un'offensiva diplomatica mirata, puntando in primo luogo all'Olanda, considerata la più scettica. Il governo Christodoulides punta a un’adesione completa o a una data certa prima delle elezioni presidenziali di febbraio 2028, confidando che la possibilità di viaggiare senza visto possa conquistare gli elettori e rafforzare la posizione di Cipro nel cuore dell’UE. Le imprese seguono con attenzione: l’ingresso in Schengen eliminerebbe i controlli sistematici dei passaporti sui voli verso gran parte dell’Europa, riducendo tempi di viaggio e costi di conformità per multinazionali e viaggiatori frequenti con base a Cipro. Finché però non saranno risolte le questioni legali legate alla Linea Verde e alle basi, l’unanimità politica resta lontana. Le aziende devono prepararsi a convivere per almeno un altro anno con regimi paralleli: regole d’ingresso in stile Schengen nei porti e aeroporti, ma controlli sulla Linea Verde che rimangono fuori dalla zona, prima che si possa fissare un voto finale del Consiglio.
Fonte: K-News
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