
La realtà demografica urgente di Hong Kong — con un residente su quattro già over 65 — ha finalmente spinto il governo ad adottare una misura senza precedenti sulla mobilità lavorativa. Il Segretario al Lavoro e al Welfare, Chris Sun Yuk-han, ha annunciato il 4 ottobre il lancio di un progetto pilota per importare “centinaia” di assistenti domiciliari stranieri qualificati già nella seconda metà del 2027. Questi lavoratori guadagneranno dal 10 al 20% in più rispetto al minimo legale previsto per gli assistenti domestici stranieri e dovranno completare un corso di 150 ore di assistenza geriatrica nel loro paese d’origine prima della partenza.
La decisione arriva dopo mesi di pressioni da parte degli operatori dei servizi per anziani, che avvertono come la carenza di personale stia costringendo le case di riposo a rifiutare nuovi ospiti, lasciando molte famiglie a cercare aiuto privato. A differenza del regime attuale per gli assistenti stranieri, focalizzato su faccende domestiche e cura dei bambini, il nuovo percorso è specificamente studiato per competenze nell’assistenza agli anziani, come la gestione della demenza, la medicazione delle ferite e le tecniche sicure di sollevamento dei pazienti.
Le autorità stanno collaborando con enti professionali per certificare i fornitori di formazione esteri e organizzare valutazioni post-arrivo a Hong Kong. Per i datori di lavoro multinazionali, il programma potrebbe rappresentare un sollievo per i dirigenti trasferiti a Hong Kong che faticano a trovare assistenti competenti per i genitori anziani, una delle cause principali di rifiuto delle assegnazioni.
Le agenzie di reclutamento prevedono una domanda proveniente da paesi con programmi di assistenza consolidati, come Filippine, Indonesia e Sri Lanka. Tuttavia, i sindacati avvertono che un aumento salariale da solo non garantisce qualità, chiedendo controlli più severi su commissioni di collocamento e condizioni di lavoro. Gli economisti sottolineano che la mossa si inserisce nella strategia più ampia di attrazione dei talenti di Hong Kong: liberando i lavoratori locali dagli impegni di cura, la città punta ad aumentare la partecipazione femminile al mercato del lavoro e a rendersi più attraente per professionisti a metà carriera che valutano offerte di trasferimento.
Gli avvocati specializzati in immigrazione evidenziano però che gli assistenti arriveranno con visti a tempo determinato senza possibilità di residenza permanente, il che potrebbe mantenere alta la rotazione a meno che non vengano introdotti incentivi per la permanenza. In termini pratici, i datori di lavoro dovrebbero iniziare a pianificare i budget per la sponsorizzazione, verificare le licenze delle agenzie e organizzare la formazione pre-partenza di 150 ore. Anche le famiglie devono prevedere costi aggiuntivi come assicurazione medica e standard di alloggio superiori a quelli richiesti per gli assistenti domestici ordinari.
Se il progetto pilota avrà successo, le autorità hanno lasciato intendere che le quote potrebbero passare da “centinaia” a qualche migliaio entro pochi anni, rendendo l’assistenza specializzata una componente centrale — e non marginale — dell’ecosistema dei lavoratori stranieri a Hong Kong.
La decisione arriva dopo mesi di pressioni da parte degli operatori dei servizi per anziani, che avvertono come la carenza di personale stia costringendo le case di riposo a rifiutare nuovi ospiti, lasciando molte famiglie a cercare aiuto privato. A differenza del regime attuale per gli assistenti stranieri, focalizzato su faccende domestiche e cura dei bambini, il nuovo percorso è specificamente studiato per competenze nell’assistenza agli anziani, come la gestione della demenza, la medicazione delle ferite e le tecniche sicure di sollevamento dei pazienti.
Le autorità stanno collaborando con enti professionali per certificare i fornitori di formazione esteri e organizzare valutazioni post-arrivo a Hong Kong. Per i datori di lavoro multinazionali, il programma potrebbe rappresentare un sollievo per i dirigenti trasferiti a Hong Kong che faticano a trovare assistenti competenti per i genitori anziani, una delle cause principali di rifiuto delle assegnazioni.
Le agenzie di reclutamento prevedono una domanda proveniente da paesi con programmi di assistenza consolidati, come Filippine, Indonesia e Sri Lanka. Tuttavia, i sindacati avvertono che un aumento salariale da solo non garantisce qualità, chiedendo controlli più severi su commissioni di collocamento e condizioni di lavoro. Gli economisti sottolineano che la mossa si inserisce nella strategia più ampia di attrazione dei talenti di Hong Kong: liberando i lavoratori locali dagli impegni di cura, la città punta ad aumentare la partecipazione femminile al mercato del lavoro e a rendersi più attraente per professionisti a metà carriera che valutano offerte di trasferimento.
Gli avvocati specializzati in immigrazione evidenziano però che gli assistenti arriveranno con visti a tempo determinato senza possibilità di residenza permanente, il che potrebbe mantenere alta la rotazione a meno che non vengano introdotti incentivi per la permanenza. In termini pratici, i datori di lavoro dovrebbero iniziare a pianificare i budget per la sponsorizzazione, verificare le licenze delle agenzie e organizzare la formazione pre-partenza di 150 ore. Anche le famiglie devono prevedere costi aggiuntivi come assicurazione medica e standard di alloggio superiori a quelli richiesti per gli assistenti domestici ordinari.
Se il progetto pilota avrà successo, le autorità hanno lasciato intendere che le quote potrebbero passare da “centinaia” a qualche migliaio entro pochi anni, rendendo l’assistenza specializzata una componente centrale — e non marginale — dell’ecosistema dei lavoratori stranieri a Hong Kong.
Fonte: South China Morning Post
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