
L’industria australiana dell’ospitalità e del turismo, del valore di 71 miliardi di dollari, ha lanciato una campagna social insolita e molto visiva che mostra un’Australia in cui i caffè restano vuoti, gli ospiti degli hotel cambiano da soli le lenzuola e gli anziani nelle case di riposo salutano i loro assistenti. L’Australian Hotels Association (AHA) ha prodotto il video dopo che tutti i principali partiti politici si sono impegnati — senza alcuna analisi economica — a ridurre drasticamente la migrazione netta dall’estero (NOM). Stephen Ferguson, amministratore delegato dell’AHA, ha dichiarato ad ABC News che sono già aperte 7.000 posizioni per chef e cuochi e ha avvertito che “non ci sono abbastanza australiani per coprirle”. Da mesi i gruppi imprenditoriali si fanno sentire con forza, sostenendo che la domanda repressa post-pandemia, il boom edilizio e l’invecchiamento della popolazione si scontrano con una disoccupazione interna quasi ai minimi storici, creando una carenza strutturale di manodopera. Una ricerca indipendente commissionata dalla Federation of Ethnic Communities’ Councils of Australia (FECCA) e pubblicata ieri rivela che il 70% dei piccoli imprenditori considera i lavoratori migranti essenziali per l’attività, mentre l’87% vede nel multiculturalismo una “forza economica”. Il ministro dell’Immigrazione Tony Burke sostiene che il piano del governo di ridurre la NOM a 225.000 entro il 2028 sia “ragionevole”, ma il settore teme che i limiti generali nascondano carenze specifiche di competenze. One Nation propone di portare temporaneamente la NOM in territorio negativo; la Coalizione vuole un tetto di 100.000 per due anni. Gli analisti di Deloitte Access Economics stimano che ogni taglio del 10% nella migrazione qualificata comporti una perdita di circa 6 miliardi di dollari di PIL in cinque anni, principalmente per minori redditi da lavoro e consumi. Per i manager della mobilità globale, la campagna è un monito a seguire da vicino il ciclo politico. I datori di lavoro che dipendono dai visti sponsorizzati (TSS 482 e sottoclassi permanenti 186/189) si trovano di fronte a un tetto di nomine più rigido e possibili aumenti delle soglie salariali nel prossimo bilancio. Le aziende nei settori dell’ospitalità, dell’assistenza agli anziani e dell’edilizia dovrebbero rivedere i modelli di pianificazione del personale, accelerare le negoziazioni degli accordi sul lavoro e ampliare il reclutamento regionale se la politica continuerà a favorire ingressi più bassi. Consiglio pratico: prepararsi a tempi di attesa più lunghi e a un rischio maggiore di non conformità per i visti sponsorizzati nelle assegnazioni del 2027. Coinvolgere presto le associazioni di categoria per partecipare a campagne di advocacy settoriali e quantificare i costi per coprire le posizioni vacanti, così che i team finanziari comprendano le implicazioni commerciali dei tagli all’immigrazione.
Fonte: ABC News
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