
Un gruppo di 16 deputati socialisti e alleati ha presentato all'Assemblea Nazionale il 6 ottobre, con pubblicazione il 14 ottobre, un disegno di legge che rivoluzionerebbe il sistema di regolarizzazione biennale dei lavoratori stranieri impiegati nei cosiddetti “métiers en tension” (professioni in difficoltà di reperimento). Il meccanismo attuale, introdotto a gennaio 2024, consente ai migranti irregolari che dimostrano 12 mesi di buste paga in una professione elencata di richiedere una carta “salarié” valida un anno. Finora meno di 1.700 persone ne hanno beneficiato, ben al di sotto delle 10.000 previste, segno, secondo i deputati, che l’autorità discrezionale prefettizia e la paura di un OQTF (ordine di espulsione) frenano le adesioni.
Con la nuova legge proposta, i lavoratori idonei otterrebbero invece un permesso di soggiorno “travailleur dans un métier essentiel ou en tension” rilasciato di diritto per un massimo di quattro anni. La carta sarebbe esentata dall’obbligo del visto di lungo soggiorno, permettendo così a chi è entrato irregolarmente in Francia di regolarizzarsi direttamente in prefettura una volta ottenuta l’autorizzazione al lavoro. La lista delle professioni interessate verrebbe ampliata per includere sia i ruoli con carenza di reclutamento sia le funzioni “essenziali” per la continuità nazionale.
Per i datori di lavoro, la modifica eliminerebbe i costi e le pratiche di rinnovo annuale, facilitando la pianificazione del personale e il mantenimento delle linee produttive critiche. Le multinazionali con sedi francesi nei settori della logistica, trasformazione alimentare, edilizia e assistenza agli anziani — comparti cronicamente carenti di manodopera — potrebbero vedere ridotti i tempi di inserimento di diversi mesi.
Il governo non ha ancora preso posizione, ma le federazioni imprenditoriali e diversi deputati centristi hanno espresso un sostegno prudente, sottolineando che una carta pluriennale allinea la risposta alla carenza di talenti con il programma di punta francese ‘Passeport Talent’ per personale altamente qualificato. Se il testo dovesse avanzare, i team HR dedicati alla mobilità dovrebbero rivedere le politiche interne di sponsorizzazione per cogliere l’opportunità e garantire il rispetto del passaggio ancora obbligatorio dell’autorizzazione al lavoro.
Con la nuova legge proposta, i lavoratori idonei otterrebbero invece un permesso di soggiorno “travailleur dans un métier essentiel ou en tension” rilasciato di diritto per un massimo di quattro anni. La carta sarebbe esentata dall’obbligo del visto di lungo soggiorno, permettendo così a chi è entrato irregolarmente in Francia di regolarizzarsi direttamente in prefettura una volta ottenuta l’autorizzazione al lavoro. La lista delle professioni interessate verrebbe ampliata per includere sia i ruoli con carenza di reclutamento sia le funzioni “essenziali” per la continuità nazionale.
Per i datori di lavoro, la modifica eliminerebbe i costi e le pratiche di rinnovo annuale, facilitando la pianificazione del personale e il mantenimento delle linee produttive critiche. Le multinazionali con sedi francesi nei settori della logistica, trasformazione alimentare, edilizia e assistenza agli anziani — comparti cronicamente carenti di manodopera — potrebbero vedere ridotti i tempi di inserimento di diversi mesi.
Il governo non ha ancora preso posizione, ma le federazioni imprenditoriali e diversi deputati centristi hanno espresso un sostegno prudente, sottolineando che una carta pluriennale allinea la risposta alla carenza di talenti con il programma di punta francese ‘Passeport Talent’ per personale altamente qualificato. Se il testo dovesse avanzare, i team HR dedicati alla mobilità dovrebbero rivedere le politiche interne di sponsorizzazione per cogliere l’opportunità e garantire il rispetto del passaggio ancora obbligatorio dell’autorizzazione al lavoro.
Fonte: TSA-Algérie
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