
Il Regulatory Policy Committee (RPC) del Regno Unito ha pubblicato il 13 ottobre un parere rivisto, dichiarando che la valutazione d'impatto del Home Office sul disegno di legge su immigrazione e asilo è «adeguata allo scopo», dopo critiche precedenti. Il giudizio positivo del RPC supera un importante ostacolo procedurale e aumenta la probabilità che le misure che riguardano i datori di lavoro – in particolare il nuovo test di interesse pubblico per i casi dell’Articolo 8 e il rafforzamento della rendicontazione sulle catene di approvvigionamento legate alla schiavitù moderna – diventino legge nel 2027.
Il comitato tuttavia solleva dubbi su una possibile sottostima dei costi di adeguamento, evidenziando che circa 22.000 grandi imprese dovranno aggiornare i sistemi di conformità per rispettare scadenze più stringenti e affrontare potenziali sanzioni civili fino a 1 milione di sterline. Viene inoltre segnalato un possibile impatto sul mercato del lavoro qualora le regole più rigide dell’Articolo 8 riducano l’immigrazione complessiva di circa 10.000 persone.
Per i responsabili della mobilità, il parere indica un aumento del carico di lavoro per la compliance aziendale: i team HR, legali e acquisti dovranno aggiornare le dichiarazioni sulla schiavitù moderna, mappare con maggiore precisione le catene di fornitura e formare il personale non appena la normativa secondaria definirà i requisiti dettagliati. I soggetti sponsor dovranno inoltre prepararsi a linee guida riviste su considerazioni relative alla vita familiare e ai diritti umani nelle decisioni discrezionali sui visti.
Gli osservatori parlamentari prevedono che il disegno di legge completerà la fase di commissione entro dicembre, con la promulgazione attesa entro metà 2027. Le imprese sono invitate a prevedere nel budget progetti di implementazione delle politiche nel secondo trimestre 2027 e a monitorare le prossime consultazioni del Home Office su progettazione del registro e parametri delle sanzioni.
Il comitato tuttavia solleva dubbi su una possibile sottostima dei costi di adeguamento, evidenziando che circa 22.000 grandi imprese dovranno aggiornare i sistemi di conformità per rispettare scadenze più stringenti e affrontare potenziali sanzioni civili fino a 1 milione di sterline. Viene inoltre segnalato un possibile impatto sul mercato del lavoro qualora le regole più rigide dell’Articolo 8 riducano l’immigrazione complessiva di circa 10.000 persone.
Per i responsabili della mobilità, il parere indica un aumento del carico di lavoro per la compliance aziendale: i team HR, legali e acquisti dovranno aggiornare le dichiarazioni sulla schiavitù moderna, mappare con maggiore precisione le catene di fornitura e formare il personale non appena la normativa secondaria definirà i requisiti dettagliati. I soggetti sponsor dovranno inoltre prepararsi a linee guida riviste su considerazioni relative alla vita familiare e ai diritti umani nelle decisioni discrezionali sui visti.
Gli osservatori parlamentari prevedono che il disegno di legge completerà la fase di commissione entro dicembre, con la promulgazione attesa entro metà 2027. Le imprese sono invitate a prevedere nel budget progetti di implementazione delle politiche nel secondo trimestre 2027 e a monitorare le prossime consultazioni del Home Office su progettazione del registro e parametri delle sanzioni.
Fonte: GOV.UK – RPC opinion
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