
I convogli commerciali sono ripartiti domenica mattina, 18 ottobre 2026, attraverso il valico di Tatopani–Zhangmu, dopo che le autorità cinesi hanno concordato una riapertura temporanea di tre giorni di questo cruciale punto di confine tra Nepal e Cina. Il valico era stato chiuso dal 31 agosto a causa dei danni provocati da un’alluvione improvvisa nel fiume Bhotekoshi, in Tibet, che aveva bloccato oltre 45 container di merci per il festival Dashain sul lato cinese, costringendo gli importatori nepalesi a deviare il traffico via India con costi maggiori.
Il Ministero dell’Industria, Commercio e Forniture di Kathmandu ha confermato che dal 18 al 20 ottobre saranno autorizzati solo i camion merci, mentre gli ingegneri continueranno a valutare la stabilità dei pendii sulla strada di accesso cinese. Il capo della dogana, Dipendra Prakash Giri, ha riferito che la prima mattinata ha visto un flusso costante di spedizioni di frutta, elettronica e abbigliamento entrare in Nepal, offrendo un sollievo ai rivenditori in vista della domanda elevata per le festività della prossima settimana.
Tuttavia, i rappresentanti delle camere di commercio locali hanno avvertito che la finestra temporale potrebbe essere troppo breve per smaltire l’arretrato, invitando Pechino a considerare un ritorno graduale alle operazioni regolari. Tatopani è la più antica via terrestre del Nepal verso la Cina e, prima del terremoto del 2015, gestiva un commercio bilaterale stimato in 2 miliardi di dollari all’anno. Da allora, chiusure intermittenti dovute a frane e restrizioni Covid-19 hanno compromesso l’affidabilità della catena di approvvigionamento.
Le aziende di logistica segnalano che i premi assicurativi per il trasporto lungo questo corridoio sono raddoppiati nell’ultimo anno, mentre i tempi di consegna possono triplicare se il carico viene deviato di 160 km verso est, al valico Rasuwagadhi–Gyirong, anch’esso soggetto a interruzioni per le alluvioni di agosto. Per gli esportatori cinesi, la riapertura rappresenta un’opportunità per smaltire l’inventario destinato ai rivenditori di Kathmandu, in particolare elettronica di consumo e apparecchiature solari a bassa tensione, che godono di agevolazioni tariffarie secondo l’Accordo commerciale e di pagamento Nepal–Cina.
Gli importatori nepalesi beneficiano di una riduzione del 25–35% dei costi di trasporto terrestre rispetto alla rotta indiana via Kolkata. Tuttavia, i pianificatori della mobilità nei settori idroelettrico e infrastrutturale in Nepal dovrebbero continuare a prevedere chiusure improvvise. Le aziende nel distretto di Sindhupalchok sono invitate a mantenere scorte critiche per almeno una settimana e a rivedere i percorsi di evacuazione alternativi che evitino Kodari in caso di nuova chiusura del valico.
Questa riapertura temporanea ricorda inoltre come anche piccoli cambiamenti nelle politiche transfrontaliere possano avere effetti significativi sulle catene di approvvigionamento regionali e sulle missioni degli espatriati.
Il Ministero dell’Industria, Commercio e Forniture di Kathmandu ha confermato che dal 18 al 20 ottobre saranno autorizzati solo i camion merci, mentre gli ingegneri continueranno a valutare la stabilità dei pendii sulla strada di accesso cinese. Il capo della dogana, Dipendra Prakash Giri, ha riferito che la prima mattinata ha visto un flusso costante di spedizioni di frutta, elettronica e abbigliamento entrare in Nepal, offrendo un sollievo ai rivenditori in vista della domanda elevata per le festività della prossima settimana.
Tuttavia, i rappresentanti delle camere di commercio locali hanno avvertito che la finestra temporale potrebbe essere troppo breve per smaltire l’arretrato, invitando Pechino a considerare un ritorno graduale alle operazioni regolari. Tatopani è la più antica via terrestre del Nepal verso la Cina e, prima del terremoto del 2015, gestiva un commercio bilaterale stimato in 2 miliardi di dollari all’anno. Da allora, chiusure intermittenti dovute a frane e restrizioni Covid-19 hanno compromesso l’affidabilità della catena di approvvigionamento.
Le aziende di logistica segnalano che i premi assicurativi per il trasporto lungo questo corridoio sono raddoppiati nell’ultimo anno, mentre i tempi di consegna possono triplicare se il carico viene deviato di 160 km verso est, al valico Rasuwagadhi–Gyirong, anch’esso soggetto a interruzioni per le alluvioni di agosto. Per gli esportatori cinesi, la riapertura rappresenta un’opportunità per smaltire l’inventario destinato ai rivenditori di Kathmandu, in particolare elettronica di consumo e apparecchiature solari a bassa tensione, che godono di agevolazioni tariffarie secondo l’Accordo commerciale e di pagamento Nepal–Cina.
Gli importatori nepalesi beneficiano di una riduzione del 25–35% dei costi di trasporto terrestre rispetto alla rotta indiana via Kolkata. Tuttavia, i pianificatori della mobilità nei settori idroelettrico e infrastrutturale in Nepal dovrebbero continuare a prevedere chiusure improvvise. Le aziende nel distretto di Sindhupalchok sono invitate a mantenere scorte critiche per almeno una settimana e a rivedere i percorsi di evacuazione alternativi che evitino Kodari in caso di nuova chiusura del valico.
Questa riapertura temporanea ricorda inoltre come anche piccoli cambiamenti nelle politiche transfrontaliere possano avere effetti significativi sulle catene di approvvigionamento regionali e sulle missioni degli espatriati.
Fonte: Kathmandu Post
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