
Gli elettori dell'Alberta voteranno oggi su 10 quesiti referendari, cinque dei quali riguardano le regole sull'immigrazione e l'accesso dei nuovi arrivati ai servizi provinciali. In un raro esempio di unità trasversale, gli ex premier Alison Redford (Progressive Conservative), Rachel Notley (NDP) ed Ed Stelmach (PC) hanno pubblicato un editoriale congiunto sul Calgary Herald e sull’Edmonton Journal, invitando a votare “No” a tutti i quesiti sull’immigrazione. Il governo United Conservative della premier Danielle Smith sostiene che le misure – che prevedono, tra l’altro, l’applicazione di premi sanitari ad alcuni residenti non permanenti e un periodo di residenza di 12 mesi prima che i nuovi arrivati possano accedere ai benefici sociali – siano necessarie per alleggerire la pressione sui bilanci provinciali. Gli ex premier replicano che tali proposte scoraggerebbero i talenti internazionali e metterebbero a rischio la reputazione dell’Alberta come territorio aperto e favorevole agli affari. Anche i consigli imprenditoriali e le associazioni del settore tecnologico hanno lanciato l’allarme, sottolineando che il 32% della recente crescita demografica dell’Alberta deriva da migrazioni interprovinciali e internazionali. Introdurre tariffe per i servizi ai residenti temporanei potrebbe complicare le trattative per le offerte di lavoro e spingere i lavoratori qualificati verso la British Columbia o l’Ontario. Sebbene i quesiti non siano vincolanti, una maggioranza di “Sì” darebbe al governo provinciale un capitale politico per chiedere a Ottawa maggiori poteri sull’immigrazione, simili a quelli negoziati dal Québec. Per chi pianifica trasferimenti, l’esito del voto potrebbe anticipare futuri ostacoli all’idoneità, accordi di condivisione dei costi o nuovi controlli provinciali legati ai premi assicurativi sanitari. Le votazioni anticipate si sono chiuse il 17 ottobre, con oltre 600.000 schede espresse. I risultati sono attesi per stasera tardi. Qualunque sia l’esito, i datori di lavoro dovrebbero prepararsi a comunicare con i lavoratori stranieri attuali, che potrebbero essere confusi sugli effetti immediati. Per ora, nulla cambia: l’idoneità alla copertura del Piano di Assicurazione Sanitaria dell’Alberta e l’accesso alle scuole pubbliche restano regolati a livello federale.