
Il nuovo Accordo di Libero Scambio (FTA) tra India e Nuova Zelanda è entrato in vigore il 20 ottobre, introducendo una novità molto attesa da aziende IT indiane e manager della mobilità globale: un visto dedicato per l’ingresso temporaneo di lavoratori qualificati indiani (Temporary Employment Entry, TEE). Grazie all’accordo, fino a 5.000 cittadini indiani potranno detenere contemporaneamente un visto TEE, valido inizialmente per un massimo di tre anni e rinnovabile direttamente in Nuova Zelanda. Le professioni incluse spaziano dai settori chiave dell’export di servizi come ingegneria del software, fintech e consulenza, fino a ruoli culturali iconici quali chef indiani, istruttori di yoga, musicisti classici e operatori AYUSH. La quota è “rotativa”: ogni posto si libera non appena un titolare lascia il paese o cambia status, garantendo un flusso costante di visti disponibili.
Elemento cruciale per i datori di lavoro, il visto TEE è esente dal test del mercato del lavoro se il candidato percepisce almeno la retribuzione mediana vigente in Nuova Zelanda, in linea con le regole del visto per lavoratori di datori di lavoro accreditati, eliminando così uno degli ostacoli principali, ovvero l’ottenimento del Skills Match Report da Work and Income. I familiari a carico godono di permessi di lavoro aperti e accesso al sistema pubblico di istruzione neozelandese, rendendo questa opzione particolarmente interessante per trasferimenti familiari completi.
L’FTA prevede inoltre ulteriori incentivi per la mobilità. I laureati indiani in discipline STEM che conseguono un master o un dottorato in Nuova Zelanda potranno ora beneficiare di un permesso di lavoro post-studio aperto fino a tre anni, rispetto ai due attuali. Gli studenti indiani iscritti a corsi di laurea potranno lavorare 20 ore settimanali durante il periodo di lezione e a tempo pieno durante le pause programmate. Da aprile prossimo sarà attivato un programma working holiday con 1.000 posti riservati a giovani indiani tra i 18 e i 30 anni, a complemento del flusso professionale principale.
Per le multinazionali indiane, in particolare i colossi IT già presenti in Australia, l’accordo rappresenta un hub strategico nel Pacifico e una via di crescita per il personale interessato a esperienze trans-Tasman. Sebbene il limite di 5.000 visti sia modesto rispetto alle decine di migliaia di professionisti indiani in Australia, gli esperti sottolineano che è sufficiente per creare un bacino di manager senior, architetti e consulenti di settore in grado di supportare clienti neozelandesi senza ricorrere a visti business di breve durata.
I team di mobilità aziendale sono invitati a mappare le competenze interne rispetto alla Green List neozelandese e a collaborare con il payroll locale per verificare le soglie salariali prima di avviare le richieste.
Elemento cruciale per i datori di lavoro, il visto TEE è esente dal test del mercato del lavoro se il candidato percepisce almeno la retribuzione mediana vigente in Nuova Zelanda, in linea con le regole del visto per lavoratori di datori di lavoro accreditati, eliminando così uno degli ostacoli principali, ovvero l’ottenimento del Skills Match Report da Work and Income. I familiari a carico godono di permessi di lavoro aperti e accesso al sistema pubblico di istruzione neozelandese, rendendo questa opzione particolarmente interessante per trasferimenti familiari completi.
L’FTA prevede inoltre ulteriori incentivi per la mobilità. I laureati indiani in discipline STEM che conseguono un master o un dottorato in Nuova Zelanda potranno ora beneficiare di un permesso di lavoro post-studio aperto fino a tre anni, rispetto ai due attuali. Gli studenti indiani iscritti a corsi di laurea potranno lavorare 20 ore settimanali durante il periodo di lezione e a tempo pieno durante le pause programmate. Da aprile prossimo sarà attivato un programma working holiday con 1.000 posti riservati a giovani indiani tra i 18 e i 30 anni, a complemento del flusso professionale principale.
Per le multinazionali indiane, in particolare i colossi IT già presenti in Australia, l’accordo rappresenta un hub strategico nel Pacifico e una via di crescita per il personale interessato a esperienze trans-Tasman. Sebbene il limite di 5.000 visti sia modesto rispetto alle decine di migliaia di professionisti indiani in Australia, gli esperti sottolineano che è sufficiente per creare un bacino di manager senior, architetti e consulenti di settore in grado di supportare clienti neozelandesi senza ricorrere a visti business di breve durata.
I team di mobilità aziendale sono invitati a mappare le competenze interne rispetto alla Green List neozelandese e a collaborare con il payroll locale per verificare le soglie salariali prima di avviare le richieste.
Come VisaHQ può aiutarti
VisaHQ semplifica il processo di richiesta del visto per privati e aziende. Controlla i requisiti di viaggio attuali, prepara i documenti richiesti e gestisci la tua domanda online attraverso il portale VisaHQ India.Di più da India
Visualizza tutto
L’aggiornamento settimanale del Canada rivela che i tempi di attesa per i permessi di studio indiani si allungano fino a 7 settimane; i visti turistici si riducono leggermente a 29 giorni
L'Ambasciata Indiana chiuderà quattro centri consolari negli Emirati Arabi Uniti, unificando i servizi di passaporti e visti