
Il quarto e più lungo sciopero dei macchinisti in Germania, nell’ambito della controversia salariale in corso, è entrato nel sesto e ultimo giorno il 15 febbraio, ma le pesanti interruzioni continuano. Lo sciopero, organizzato dal sindacato dei macchinisti GDL, ha costretto Deutsche Bahn (DB) a cancellare circa l’80% dei treni a lunga percorrenza ICE e IC e centinaia di servizi regionali in tutti i Länder. Il sindacato chiede un aumento mensile di 555 euro e una riduzione dell’orario di lavoro standard da 38 a 35 ore settimanali con piena compensazione salariale. L’ultima offerta di DB — fino al 13% in più e riduzione a 37 ore da gennaio 2026 — è stata respinta.
Per i responsabili della mobilità globale l’impatto è immediato: i viaggiatori d’affari devono passare all’aereo o agli autobus a lunga percorrenza con breve preavviso, mentre i clienti del trasporto merci affrontano ritardi nei porti e nei corridoi transfrontalieri verso Austria, Polonia e Paesi Bassi. DB afferma di aver dato priorità ai carichi dell’industria automobilistica e chimica, ma ammette che alcune spedizioni sono ora in ritardo di due o tre giorni. Lufthansa ha aggiunto voli domestici extra tra Francoforte, Monaco e Berlino, ma i posti sono andati esauriti in poche ore. L’operatore europeo di autobus intercity FlixBus ha registrato tassi di riempimento superiori al 95% su tratte come Amburgo-Colonia e Düsseldorf-Stoccarda.
Anche dopo la fine dello sciopero alle 2:00 del 16 febbraio, DB avverte che serviranno “almeno 48 ore” per riportare rotabili e personale nei luoghi giusti. Le aziende con lavoratori distaccati o turnisti rotanti sono invitate a prolungare i soggiorni in hotel e a consentire il lavoro da remoto dove possibile. I dipendenti internazionali in arrivo questa settimana dovrebbero essere dirottati verso aeroporti anziché snodi ferroviari se sono necessarie connessioni interne successive.
Il governo sta ora discutendo apertamente di un arbitrato obbligatorio e ha avanzato l’ipotesi di una legge sul “servizio minimo”, simile alle norme di Francia e Spagna che impongono un orario ridotto durante gli scioperi. I pianificatori della mobilità dovrebbero quindi monitorare non solo il prossimo round di trattative salariali (previsto per marzo), ma anche eventuali cambiamenti normativi che potrebbero influenzare future azioni sindacali.
Per i responsabili della mobilità globale l’impatto è immediato: i viaggiatori d’affari devono passare all’aereo o agli autobus a lunga percorrenza con breve preavviso, mentre i clienti del trasporto merci affrontano ritardi nei porti e nei corridoi transfrontalieri verso Austria, Polonia e Paesi Bassi. DB afferma di aver dato priorità ai carichi dell’industria automobilistica e chimica, ma ammette che alcune spedizioni sono ora in ritardo di due o tre giorni. Lufthansa ha aggiunto voli domestici extra tra Francoforte, Monaco e Berlino, ma i posti sono andati esauriti in poche ore. L’operatore europeo di autobus intercity FlixBus ha registrato tassi di riempimento superiori al 95% su tratte come Amburgo-Colonia e Düsseldorf-Stoccarda.
Anche dopo la fine dello sciopero alle 2:00 del 16 febbraio, DB avverte che serviranno “almeno 48 ore” per riportare rotabili e personale nei luoghi giusti. Le aziende con lavoratori distaccati o turnisti rotanti sono invitate a prolungare i soggiorni in hotel e a consentire il lavoro da remoto dove possibile. I dipendenti internazionali in arrivo questa settimana dovrebbero essere dirottati verso aeroporti anziché snodi ferroviari se sono necessarie connessioni interne successive.
Il governo sta ora discutendo apertamente di un arbitrato obbligatorio e ha avanzato l’ipotesi di una legge sul “servizio minimo”, simile alle norme di Francia e Spagna che impongono un orario ridotto durante gli scioperi. I pianificatori della mobilità dovrebbero quindi monitorare non solo il prossimo round di trattative salariali (previsto per marzo), ma anche eventuali cambiamenti normativi che potrebbero influenzare future azioni sindacali.
Fonte: AK&M News Agency
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