
I legislatori regionali di Palma di Maiorca hanno scatenato una tempesta politica presentando un disegno di legge che vieterebbe ai cittadini stranieri non residenti – in particolare agli espatriati britannici – di acquistare case nelle Isole Baleari a meno che non abbiano vissuto nell’arcipelago per almeno cinque anni consecutivi. La proposta, presentata il 21 febbraio 2026 dal partito eco-nazionalista Més per Mallorca, arriva in un contesto di turismo record (19 milioni di visitatori nel 2025) e prezzi immobiliari medi di 5.120 € al m², i più alti in Spagna. Se approvata, la misura riguarderebbe direttamente circa 90.000 abitazioni di proprietà straniera, pari al 16% del patrimonio immobiliare delle isole. Solo i cittadini britannici hanno rappresentato quasi il 14% di tutte le transazioni immobiliari in Spagna lo scorso anno, molte delle quali per seconde case a Maiorca e Ibiza. Gli attivisti locali accusano questo afflusso di aver fatto lievitare i prezzi degli affitti, escludendo dal mercato infermieri, insegnanti e operatori del settore turistico; secondo Idealista, gli affitti medi a Palma sono aumentati del 38% dal 2020. I sostenitori sostengono che il requisito dei cinque anni di residenza rispetta le norme UE sulla libera circolazione, poiché si applica a tutte le nazionalità e si basa su un “legame reale” piuttosto che sul passaporto. I critici, incluso il Ministero spagnolo dell’Edilizia abitativa, avvertono che la legge potrebbe violare i principi del mercato unico e scoraggiare gli investimenti esteri proprio mentre il governo nazionale elimina il programma Golden Visa. Gli esperti legali sottolineano che restrizioni simili esistono in Danimarca e nelle Isole del Canale, ma quei regimi hanno richiesto l’approvazione di Bruxelles al momento dell’introduzione. Per i manager della mobilità globale, il disegno di legge rappresenta un campanello d’allarme. Le aziende che trasferiscono personale nei cluster tecnologici e delle energie rinnovabili in crescita a Palma potrebbero dover passare dall’acquisto di case a modelli di locazione aziendale, prevedere budget più alti per le indennità di alloggio o considerare alternative sulla terraferma come Valencia. I consulenti immobiliari riferiscono che le trattative già in corso vengono accelerate verso i notai per evitare clausole retroattive durante il dibattito parlamentare. I residenti britannici con meno di cinque anni di permanenza temono che futuri trasferimenti di lavoro possano costringerli a vendere le proprietà se perdono temporaneamente la residenza. Il parlamento delle Baleari aprirà le consultazioni pubbliche a marzo, con il voto finale previsto prima della stagione turistica estiva. Qualunque sia l’esito, gli analisti prevedono che altri mercati sotto pressione – come il quartiere Ciutat Vella di Barcellona e alcune zone delle Canarie – osserveranno con attenzione mentre la Spagna sperimenta controlli sulla mobilità legati al mercato immobiliare.
Fonte: Euro Weekly News