
Il 24 febbraio 2026, Bruxelles ha compiuto un passo decisivo per riorganizzare la mobilità di persone e merci tra Svizzera e Unione Europea. In una decisione unanime, i ministri dell’UE hanno conferito alla Commissione Europea il mandato di firmare un pacchetto ampio di 18 accordi, informalmente chiamati “Bilaterali III”, che aggiornano gli accordi esistenti sulla libera circolazione delle persone, trasporto aereo e terrestre e il reciproco riconoscimento delle valutazioni di conformità, aprendo al contempo nuovi capitoli su sicurezza alimentare, sanità pubblica e cooperazione elettrica.
Al centro del pacchetto c’è un accordo modernizzato sulla libera circolazione delle persone. I testi preliminari, visionati da consulenti della mobilità, confermano che la Svizzera allineerà automaticamente le future categorie di permessi di soggiorno e le regole di coordinamento della sicurezza sociale con la normativa UE, riducendo gli ostacoli amministrativi per i trasferimenti intra-aziendali e i frontalieri. Un protocollo istituzionale parallelo istituisce un sistema di governance congiunto con arbitrato obbligatorio, una richiesta di lunga data di Bruxelles per garantire un’applicazione uniforme delle regole in aeroporti, terminal ferroviari e uffici cantonali per l’immigrazione.
I responsabili dei viaggi aziendali accoglieranno con favore i protocolli rivisti sul trasporto aereo e terrestre. L’accordo aereo elimina le ultime restrizioni sul wet-leasing e concede ai vettori svizzeri diritti di cabotaggio per il trasporto merci all’interno dell’UE, a condizione che vengano offerti diritti reciproci sul territorio svizzero. Le integrazioni sul trasporto terrestre introducono note di consegna CMR esclusivamente digitali e riconoscono i dati degli smart-tachigrafi UE per le ispezioni stradali svizzere, semplificando la conformità per le aziende logistiche che operano lungo il corridoio del Reno.
L’entrata in vigore dipende ancora da Berna. Il Consiglio Federale dovrà sottoporre i testi al Parlamento e, se necessario, a un referendum facoltativo. Tuttavia, il via libera del Consiglio dell’UE fornisce la base legale per l’applicazione provvisoria di alcuni capitoli tecnici già dalla metà del 2026. Le multinazionali con sede in Svizzera consigliano quindi ai dipendenti mobili di monitorare i tempi di attuazione cantonali, in particolare per i diritti delle famiglie accompagnatrici e il riconoscimento delle qualifiche professionali.
Per i talenti globalmente mobili, l’accordo offre la prospettiva di viaggi d’affari senza intoppi, una migliore portabilità della sicurezza sociale e maggiore certezza giuridica, consolidando la posizione della Svizzera come hub regionale di talenti e facilitando l’accesso delle aziende UE al mercato svizzero.
Al centro del pacchetto c’è un accordo modernizzato sulla libera circolazione delle persone. I testi preliminari, visionati da consulenti della mobilità, confermano che la Svizzera allineerà automaticamente le future categorie di permessi di soggiorno e le regole di coordinamento della sicurezza sociale con la normativa UE, riducendo gli ostacoli amministrativi per i trasferimenti intra-aziendali e i frontalieri. Un protocollo istituzionale parallelo istituisce un sistema di governance congiunto con arbitrato obbligatorio, una richiesta di lunga data di Bruxelles per garantire un’applicazione uniforme delle regole in aeroporti, terminal ferroviari e uffici cantonali per l’immigrazione.
I responsabili dei viaggi aziendali accoglieranno con favore i protocolli rivisti sul trasporto aereo e terrestre. L’accordo aereo elimina le ultime restrizioni sul wet-leasing e concede ai vettori svizzeri diritti di cabotaggio per il trasporto merci all’interno dell’UE, a condizione che vengano offerti diritti reciproci sul territorio svizzero. Le integrazioni sul trasporto terrestre introducono note di consegna CMR esclusivamente digitali e riconoscono i dati degli smart-tachigrafi UE per le ispezioni stradali svizzere, semplificando la conformità per le aziende logistiche che operano lungo il corridoio del Reno.
L’entrata in vigore dipende ancora da Berna. Il Consiglio Federale dovrà sottoporre i testi al Parlamento e, se necessario, a un referendum facoltativo. Tuttavia, il via libera del Consiglio dell’UE fornisce la base legale per l’applicazione provvisoria di alcuni capitoli tecnici già dalla metà del 2026. Le multinazionali con sede in Svizzera consigliano quindi ai dipendenti mobili di monitorare i tempi di attuazione cantonali, in particolare per i diritti delle famiglie accompagnatrici e il riconoscimento delle qualifiche professionali.
Per i talenti globalmente mobili, l’accordo offre la prospettiva di viaggi d’affari senza intoppi, una migliore portabilità della sicurezza sociale e maggiore certezza giuridica, consolidando la posizione della Svizzera come hub regionale di talenti e facilitando l’accesso delle aziende UE al mercato svizzero.
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