
Il Consiglio Federale svizzero ha annunciato il 25 febbraio 2026 che il Presidente Guy Parmelin e la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen firmeranno il tanto atteso pacchetto di accordi Svizzera-UE, soprannominato “Bilaterali III”, a Bruxelles il 2 marzo 2026. Il briefing del Consiglio conferma che le trattative, avviate nel marzo 2024 e inizialmente concordate nel maggio 2025, hanno ora raggiunto la fase conclusiva politica, aprendo la strada alla firma formale e alla successiva approvazione parlamentare a Berna.
Il pacchetto riunisce diversi accordi settoriali in un unico accordo politico: regole aggiornate per l’accesso al mercato dei beni industriali, partecipazione svizzera ai programmi di ricerca e istruzione dell’UE (inclusi Horizon Europe ed Erasmus+), un nuovo accordo sull’elettricità, una cooperazione più stretta sulla sicurezza alimentare e sugli standard dei prodotti, e un meccanismo istituzionale perfezionato (compresa la risoluzione delle controversie) che si applica anche all’Accordo sulla libera circolazione delle persone. Optando per una cerimonia di firma unica, entrambe le parti sperano di evitare i problemi di ratifica frammentata che hanno complicato gli accordi precedenti.
Per i responsabili della mobilità globale la notizia principale è la continuità. Il pilastro istituzionale è pensato per stabilizzare le regole sulla libera circolazione e l’allineamento della giurisprudenza, riducendo l’incertezza legale che ha complicato i trasferimenti di personale intra-UE verso e dalla Svizzera dopo il blocco dei negoziati nel 2021. I recruiter prevedono un riconoscimento più rapido delle qualifiche professionali e procedure più fluide per le missioni a breve termine una volta entrati in vigore i decreti attuativi.
Tuttavia, i team HR aziendali dovranno prepararsi a modifiche di conformità. Il meccanismo istituzionale conferisce alla Corte di Giustizia UE un’autorità interpretativa indiretta; i datori di lavoro svizzeri dovranno monitorare l’evoluzione della giurisprudenza europea su coordinamento della sicurezza sociale, misure anti-dumping salariale e accompagnamento dei familiari. Potrebbero essere necessari anche adeguamenti nelle strutture retributive per i frontalieri quando entrerà in vigore il nuovo modello di risoluzione delle controversie, probabilmente nel 2027 dopo la scadenza dei termini referendari.
Prossimi passi: il Consiglio Federale intende trasmettere il messaggio al Parlamento a marzo. Presupponendo l’approvazione parlamentare e (eventuale) referendaria, le imprese potrebbero vedere benefici concreti — ripristino dei finanziamenti Horizon, regole semplificate per l’etichettatura dei prodotti e maggiore certezza legale sulla mobilità della forza lavoro — entro i primi mesi del 2028. I team di mobilità globale sono invitati a mappare le popolazioni di assegnati coinvolte, aggiornare le checklist di conformità e informare i vertici aziendali sui tempi degli scenari.
Il pacchetto riunisce diversi accordi settoriali in un unico accordo politico: regole aggiornate per l’accesso al mercato dei beni industriali, partecipazione svizzera ai programmi di ricerca e istruzione dell’UE (inclusi Horizon Europe ed Erasmus+), un nuovo accordo sull’elettricità, una cooperazione più stretta sulla sicurezza alimentare e sugli standard dei prodotti, e un meccanismo istituzionale perfezionato (compresa la risoluzione delle controversie) che si applica anche all’Accordo sulla libera circolazione delle persone. Optando per una cerimonia di firma unica, entrambe le parti sperano di evitare i problemi di ratifica frammentata che hanno complicato gli accordi precedenti.
Per i responsabili della mobilità globale la notizia principale è la continuità. Il pilastro istituzionale è pensato per stabilizzare le regole sulla libera circolazione e l’allineamento della giurisprudenza, riducendo l’incertezza legale che ha complicato i trasferimenti di personale intra-UE verso e dalla Svizzera dopo il blocco dei negoziati nel 2021. I recruiter prevedono un riconoscimento più rapido delle qualifiche professionali e procedure più fluide per le missioni a breve termine una volta entrati in vigore i decreti attuativi.
Tuttavia, i team HR aziendali dovranno prepararsi a modifiche di conformità. Il meccanismo istituzionale conferisce alla Corte di Giustizia UE un’autorità interpretativa indiretta; i datori di lavoro svizzeri dovranno monitorare l’evoluzione della giurisprudenza europea su coordinamento della sicurezza sociale, misure anti-dumping salariale e accompagnamento dei familiari. Potrebbero essere necessari anche adeguamenti nelle strutture retributive per i frontalieri quando entrerà in vigore il nuovo modello di risoluzione delle controversie, probabilmente nel 2027 dopo la scadenza dei termini referendari.
Prossimi passi: il Consiglio Federale intende trasmettere il messaggio al Parlamento a marzo. Presupponendo l’approvazione parlamentare e (eventuale) referendaria, le imprese potrebbero vedere benefici concreti — ripristino dei finanziamenti Horizon, regole semplificate per l’etichettatura dei prodotti e maggiore certezza legale sulla mobilità della forza lavoro — entro i primi mesi del 2028. I team di mobilità globale sono invitati a mappare le popolazioni di assegnati coinvolte, aggiornare le checklist di conformità e informare i vertici aziendali sui tempi degli scenari.
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