
Le tensioni croniche nel settore del lavoro aereo in Francia sono riesplose giovedì 16 aprile, quando due dei tre sindacati che rappresentano i controllori del traffico aereo hanno indetto uno sciopero di 24 ore per protestare contro le riforme su organici e turni. Secondo i dati raccolti dall’agenzia di stampa AK&M, sono stati cancellati 933 voli previsti per atterrare, decollare o sorvolare lo spazio aereo francese, mentre centinaia di altri hanno subito ritardi a causa delle restrizioni di flusso imposte dai centri di controllo limitrofi per compensare la ridotta capacità. La Direzione Generale dell’Aviazione Civile (DGAC) ha ordinato alle compagnie aeree di ridurre i programmi di volo negli aeroporti di Parigi-Charles-de-Gaulle, Orly, Nizza e Lione fino al 40%, ma l’effetto a catena si è fatto sentire fino a Dublino e Atene, dato che un quarto di tutti i voli intra-europei normalmente attraversa lo spazio aereo superiore francese.
Lo sciopero arriva in un momento delicato per i piani di gestione delle frontiere francesi. Tra sole quattro settimane il Paese dovrà dimostrare la piena conformità al nuovo Sistema di Entrata/Uscita (EES) dell’UE, che introduce controlli biometrici per tutti i viaggiatori extra-UE. Gli operatori aeroportuali temono che un’ulteriore perdita di produttività dei controllori—già inferiore del 25% rispetto alla media europea secondo Eurocontrol—possa aggravare i colli di bottiglia ai controlli passaporti durante i picchi di Pentecoste e dell’estate. Airlines for Europe, il lobby di settore, ha avvertito che scioperi ripetuti potrebbero costare alle compagnie più di 150 milioni di euro in compensazioni secondo il Regolamento UE 261 solo nella stagione delle vacanze di aprile-maggio.
I responsabili dei viaggi d’affari con itinerari a tempo critico hanno già iniziato a deviare i voli degli executive sulle rotte transatlantiche settentrionali o via Madrid e Zurigo per evitare lo spazio aereo francese nei giorni di sciopero previsti. Le aziende con accordi di servizio che prevedono tempi massimi di connessione hanno registrato un tasso di violazione del 18% nel giorno dello sciopero—cinque volte la media del primo trimestre—attivando clausole penali nei contratti con le agenzie di gestione viaggi (TMC). I team HR per la mobilità sono stati invitati ad aggiornare le catene telefoniche di “duty of care”, poiché le deviazioni costringono alcuni assegnati a pernottare in paesi terzi senza visti adeguati.
Al centro della controversia c’è il piano del governo di unificare più centri di controllo regionali in un’unica architettura virtuale, simile a quella adottata in Germania. I sindacati sostengono che la proposta sconvolgerà le famiglie e “svuoterà” l’occupazione regionale; la DGAC replica che il mancato ammodernamento potrebbe lasciare la Francia—e l’entrata in vigore di ETIAS nel 2027—esposta a code sempre più lunghe. I negoziati sono previsti per riprendere il 22 aprile, ma i sindacati non hanno revocato l’avviso di “sciopero a rotazione” che consente fermate illimitate di 24 ore con cinque giorni di preavviso fino al 1° luglio.
Consigli pratici:
• Controllare quotidianamente il sito DGAC e le app delle compagnie aeree almeno fino al 23 aprile.
• In caso di deviazioni, ricordare che il Regolamento UE 261 garantisce ai viaggiatori il diritto di essere riprenotati su un vettore concorrente a spese della compagnia originale se questa non offre una soluzione nello stesso giorno.
• I viaggiatori in transito in Francia con visti Schengen per soggiorni brevi devono verificare di rispettare ancora i limiti 90/180 giorni in caso di deviazioni impreviste che prolungano la permanenza nell’area.
Lo sciopero arriva in un momento delicato per i piani di gestione delle frontiere francesi. Tra sole quattro settimane il Paese dovrà dimostrare la piena conformità al nuovo Sistema di Entrata/Uscita (EES) dell’UE, che introduce controlli biometrici per tutti i viaggiatori extra-UE. Gli operatori aeroportuali temono che un’ulteriore perdita di produttività dei controllori—già inferiore del 25% rispetto alla media europea secondo Eurocontrol—possa aggravare i colli di bottiglia ai controlli passaporti durante i picchi di Pentecoste e dell’estate. Airlines for Europe, il lobby di settore, ha avvertito che scioperi ripetuti potrebbero costare alle compagnie più di 150 milioni di euro in compensazioni secondo il Regolamento UE 261 solo nella stagione delle vacanze di aprile-maggio.
I responsabili dei viaggi d’affari con itinerari a tempo critico hanno già iniziato a deviare i voli degli executive sulle rotte transatlantiche settentrionali o via Madrid e Zurigo per evitare lo spazio aereo francese nei giorni di sciopero previsti. Le aziende con accordi di servizio che prevedono tempi massimi di connessione hanno registrato un tasso di violazione del 18% nel giorno dello sciopero—cinque volte la media del primo trimestre—attivando clausole penali nei contratti con le agenzie di gestione viaggi (TMC). I team HR per la mobilità sono stati invitati ad aggiornare le catene telefoniche di “duty of care”, poiché le deviazioni costringono alcuni assegnati a pernottare in paesi terzi senza visti adeguati.
Al centro della controversia c’è il piano del governo di unificare più centri di controllo regionali in un’unica architettura virtuale, simile a quella adottata in Germania. I sindacati sostengono che la proposta sconvolgerà le famiglie e “svuoterà” l’occupazione regionale; la DGAC replica che il mancato ammodernamento potrebbe lasciare la Francia—e l’entrata in vigore di ETIAS nel 2027—esposta a code sempre più lunghe. I negoziati sono previsti per riprendere il 22 aprile, ma i sindacati non hanno revocato l’avviso di “sciopero a rotazione” che consente fermate illimitate di 24 ore con cinque giorni di preavviso fino al 1° luglio.
Consigli pratici:
• Controllare quotidianamente il sito DGAC e le app delle compagnie aeree almeno fino al 23 aprile.
• In caso di deviazioni, ricordare che il Regolamento UE 261 garantisce ai viaggiatori il diritto di essere riprenotati su un vettore concorrente a spese della compagnia originale se questa non offre una soluzione nello stesso giorno.
• I viaggiatori in transito in Francia con visti Schengen per soggiorni brevi devono verificare di rispettare ancora i limiti 90/180 giorni in caso di deviazioni impreviste che prolungano la permanenza nell’area.
Fonte: AK&M Newswire
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