
Nelle prime ore di domenica 19 aprile, le principali associazioni imprenditoriali spagnole hanno espresso pubblicamente il loro sostegno al programma straordinario di regolarizzazione dei migranti lanciato online la scorsa settimana dal governo. Intervistati da El País, i rappresentanti di CEOE, Cepyme e di diverse federazioni di settore hanno definito la misura “non solo umana, ma anche economicamente essenziale”, in un contesto in cui i tassi record di posti di lavoro vacanti nell’edilizia, nell’ospitalità e nell’assistenza agli anziani si scontrano con una cronica carenza di competenze. La tensione nel mercato del lavoro spagnolo si è intensificata dopo la ripresa post-pandemia: nel primo trimestre 2026 le offerte di lavoro sono aumentate del 24% su base annua, mentre la disoccupazione è scesa sotto l’11% per la prima volta dal 2008. I datori di lavoro sostengono che concedere l’autorizzazione al lavoro a circa 500.000-800.000 migranti irregolari amplierà il bacino di talenti, ridurrà il lavoro nero e aumenterà i contributi alla sicurezza sociale. “Molti di questi lavoratori sono già impiegati informalmente: questa misura semplicemente allinea la realtà alla legalità”, ha dichiarato Juan José Gil, capo della Federazione Nazionale dell’Ospitalità. Anche il mondo imprenditoriale vede un vantaggio competitivo: il vicino Portogallo ha concluso la sua regolarizzazione nel gennaio 2022, mentre l’amnistia italiana del 2025 ha riguardato solo agricoltura e servizi domestici. “La Spagna si sta posizionando come la destinazione più favorevole alle imprese in Europa per attrarre e trattenere lavoratori migranti”, ha osservato l’economista del lavoro María Ángeles Castejón dell’IE University. Tuttavia, le aziende segnalano alcune difficoltà operative. Le piccole e medie imprese (PMI) ritengono che la finestra di 75 giorni per le domande sia troppo breve e temono rallentamenti nelle procedure presso gli uffici immigrazione. La CEOE ha chiesto un canale prioritario per i settori strategici e indicazioni chiare sulla documentazione necessaria per la sponsorizzazione. Al contrario, le grandi multinazionali con dipartimenti di mobilità globale vedono un’opportunità per regolarizzare il personale dei subappaltatori e rafforzare la resilienza della catena di approvvigionamento. Per i responsabili della mobilità globale il messaggio è chiaro: le aziende con operazioni in Spagna dovrebbero rapidamente verificare il proprio personale contingente, raccogliere prove dei rapporti di lavoro e prevedere nel budget eventuali arretrati contributivi. Con le prime carte di lavoro e soggiorno attese a partire da luglio, le imprese che agiranno tempestivamente potrebbero assicurarsi personale indispensabile prima della stagione estiva di punta.
Fonte: El País
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