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Il Ministero dell'Interno Estende i Controlli sul Diritto al Lavoro a Collaboratori e Lavoratori della Gig Economy

apr 22, 2026
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Il Ministero dell'Interno Estende i Controlli sul Diritto al Lavoro a Collaboratori e Lavoratori della Gig Economy
In un aggiornamento tecnico che interesserà tutti i datori di lavoro che sponsorizzano lavoratori nel Regno Unito, il Home Office ha silenziosamente riscritto le linee guida per gli sponsor l’8 aprile 2026 e ieri (21 aprile) ha pubblicato una nota esplicativa e una bozza di Codice di Condotta per la consultazione. La modifica chiave aggiunge quattro parole — “o direttamente coinvolgere” — all’obbligo degli sponsor di verificare lo status migratorio del lavoratore prima dell’inizio dell’attività lavorativa. Queste parole, apparentemente insignificanti, secondo gli avvocati specializzati in immigrazione estendono i doveri di verifica ben oltre il personale in busta paga, includendo appaltatori, lavoratori a zero ore, interinali e persino individui assunti tramite piattaforme digitali di talenti. Una bozza parallela del Codice di Condotta conferma questa estensione e propone che il nuovo regime si applichi alle assunzioni a partire dal 1° ottobre 2026, con controlli periodici anche sui lavoratori già in forza dalla stessa data. La consultazione rimane aperta fino al 29 aprile 2026.

Il Ministero dell'Interno Estende i Controlli sul Diritto al Lavoro a Collaboratori e Lavoratori della Gig Economy


Per i team di mobilità globale, il cambiamento è rilevante su tre fronti. Primo, gli audit di conformità per gli sponsor verificheranno i processi di controllo del diritto al lavoro anche per i non dipendenti; eventuali lacune potrebbero comportare sanzioni civili fino a 60.000 sterline per ogni lavoratore irregolare, dopo l’aumento delle multe dello scorso anno. Secondo, i progetti multinazionali che combinano dipendenti e appaltatori richiederanno una revisione dei processi di onboarding, raccolta documentale e tracciamento delle verifiche. Terzo, le piattaforme HR dovranno gestire un universo ampliato di persone il cui status va verificato e ricontrollato. Vialto Partners consiglia ai datori di lavoro di mappare ogni canale di ingaggio — PAYE, umbrella company, Statement of Work, marketplace freelance — e di identificare i team responsabili della gestione dei dati di onboarding. Sarà necessario formare i responsabili delle assunzioni non abituati ai controlli migratori al di fuori del personale standard. Le aziende dovrebbero inoltre valutare di inviare contributi alla consultazione, soprattutto se la data di entrata in vigore di ottobre 2026 coincide con picchi stagionali di assunzioni.

Sebbene la bozza del Codice sottolinei il principio di non discriminazione, i critici temono che le piccole imprese possano esagerare con i controlli per evitare sanzioni, creando così ulteriori ostacoli per chi si affida ai documenti digitali eVisa. Il Home Office assicura che ulteriori linee guida saranno pubblicate “ben prima” dell’entrata in vigore, ma gli esperti avvertono che i dettagli normativi spesso arrivano in ritardo, lasciando poco tempo per sviluppare sistemi conformi.
Fonte: Vialto Partners

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